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13 Dec

Insultare qualcuno via e-mail non è reato

30 giugno 2010
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Molestatori di qualunque foggia e fattezza, voi che agite utilizzando le e-mail, da oggi potete stare un po’ più tranquilli: le molestie e lo stalking via e-mail non sono punibili.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione emanando la sentenza 24510 sostenendo che la posta elettronica è meno invasiva degli sms e "turba" di meno la privacy rispetto al cellulare e dunque per questo motivo le email di insulti non sono una molestia.

Non solo, dice la Cassazione, perchè per essere puniti si deve essere querelati "per ingiuria".

La sentenza 24510 ha annullato con la formula "perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato" la multa di 200 euro inflitta per molestie a un uomo di Cassino che aveva inviato una email di insulti a una signora contenente "apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e della integrità personale e professionale" del convivente della destinataria.

Secondo i giudici "la posta elettronica utilizza la rete telefonica e la rete cellulare delle bande di frequenza, ma non il telefono, nè costituisce applicazione della telefonia che consiste, invece, nella teletrasmissione, in modalità sincrona, di voci o di suoni" e dunque "la modalità della comunicazione èasincrona perchè l’azione del mittente si esaurisce nella memorizzazione di un documento di testo (con la possibilità di allegare immagini, suoni o sequenze audio-visive) in una determinata locazione dalla memoria dell’elaboratore del gestore del servizio, accessibile dal destinatario; mentre la comunicazione si perfeziona solo se e quando il destinatario, connettendosi a sua volta all’elaboratore e accedendo al servizio, attivi una sessione di consultazione della propria casella di posta elettronica e proceda alla lettura del messaggio".

La Cassazione ha sottolineato che la posta elettronica, al pari della posta tradizionale, "non comporta (a differenza della telefonata o della citofonata) nessuna immediata interazione tra il mittente e il destinatario, nè alcuna intrusione diretta del primo nella sfera delle attività del secondo".

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