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11 Dec

La crisi in Iran e Internet, un rapporto complesso

La Redazione
25 giugno 2009
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In assenza di notizie ufficiali sulla crisi e sui suoi sviluppi, Twitter e i social network sono diventati i mezzi ufficiosi tramite i quali seguire gli aggiornamenti sulla crisi in Iran.

E proprio Twitter è diventato il mezzo tramite il quale i blogger cercano di superare le barriere della censura e di dare rilievo ai fatti.

Ma, si chiede il New York Times, a che prezzo tutto ciò? E, soprattutto, si può parlare davvero di Twitter Revolution oppure è bene non idealizzare troppo questo strumento?

Noam Cohen sostiene infatti che, nonostante Twitter sia in generale meno usato dalle masse di quel che si crede, sta diventando il mezzo tramite il quale governo e opposizione si danno battaglia anche e soprattutto per ottenere l’appoggio della comunità internazionale.

Sicuramente ciò che appare chiaro è che in queste settimane Twitter ha mostrato la sua forza come mezzo in grado di scardinare le maglie della censura e di superarle ma anche come mezzo che, privo di qualsiasi controllo, può generare false aspettative e creare falsi miti.

Basti pensare che il sito True/Slant è riuscito a scovare alcuni dei più grossolani errori compiuti su Twitter che sono stati poi ripresi dai blogger e dalla stampa mondiale: per esempio che tre milioni di manifestanti protestavano a Teheran mentre erano poche centinaia di migliaia oppure che il candidato dell’opposizione  Mir Hussein Moussavi era stato rinchiuso agli arresti domiciliari quando invece era sotto controllo e che il presidente del comitato di garanzia elettorale aveva invalidato le elezioni sabato scorso.

Insomma, Twitter diventa il mezzo tramite il quale si cerca di diffondere la voce di chi non riesce a farsi sentire ma i punti interrogativi sono troppi e difficili da cardinare: quanto c’è di propagandistico in quel che si twitta? Quanto c’è di vero? E, soprattutto, come mai i media tradizionali non riescono a filtrare correttamente ciò che appare su Twitter?

Il sistema di controllo e filtraggio delle news dovrebbe essere pane quotidiano, specie in un momento storico che richiede calma e tranquillità; e specie quando si ha a che fare con una tecnologia, Internet, che ancora deve fare passi da gigante e che, se bruciata in questo modo ed etichettata come farlocca, potrebbe presto vedersi ridimensionata. 

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