0 Shares 7 Views
00:00:00
13 Dec

La crisi iraniana su Twitter

La Redazione
21 giugno 2009
7 Views

In Iran è crisi e la Rete reagisce alla repressione permettendo a chiunque, in ogni angolo del mondo, di venire a conoscenza di cosa sta realmente accadendo dalla voce di chi vive questa esperienza.

La parte del leone la fanno dunque i social network come Twitter, Google e Facebook.

Twitter per permettere agli utenti di postare contenuti ha rimandato dei lavori di aggiornamento per non lasciare la popolazione iraniana senza servizio, così come riportato nel blog ufficiale.

Proprio per sfruttare la potenza di Internet, Yishaz ha lanciato una guida per trasmettere informazioni sulle proteste in Iran attraverso Twitter.

Per prima cosa Yishaz consiglia di non rendere pubblico su Twitter il proprio indirizzo IP, per evitare che la polizia lo blocchi e invita chi si trova all’estero a settare le impostazioni del network in modo che il messaggio appaia in partenza da Teheran, per ingolfare il lavoro di verifica degli investigatori del regime.

Per i messaggi relativi alle manifestazioni viene consigliato di usare solo le chiavi (hashtag) #iranelection e #gr88, per evitare confusioni e ad evitare di pubblicizzare su Twitter i siti dei blogger attendibili, per non farli scoprire, ma a comunicare i loro indirizzi attraverso altre reti.

Per la guida è comunque necessario verificare bene le informazioni in arrivo prima di rilanciarle, perché potrebbero essere provocazioni. Prudenza viene consigliata per gli attacchi hacker a siti iraniani: "prendete di mira solo quei siti che i legittimi blogger iraniani indicano".

La guida conclude con una esortazione: "diffondete il messaggio giusto, funziona! Fintanto che diffondiamo notizie buone, forniamo sostegno morale ai contestatori e ci facciamo guidare dai blogger legittimi, possiamo dare un contributo costruttivo".

Ricordiamo che anche Google che Facebook dal canto loro venerdì scorso hanno lanciato la versione in persiano di alcuni servizi permettendo anche agli iraniani di dire la loro.

Vi consigliamo anche