0 Shares 13 Views
00:00:00
16 Dec

La libertà di stampa non vale per Internet

La Redazione - 11 marzo 2009
La Redazione
11 marzo 2009
13 Views

Internet va regolamentato secondo le leggi della stampa oppure no? Non è ancora chiaro visto che qualcuno interpreta le questioni basandosi sulle vecchie leggi che regolano la carta stampata ed altri no.

E’ il caso, ultimo in ordine di tempo, della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dall’Aduc, l’associazione dei consumatori che si era scagliata contro la decisione del Tribunale del riesame di Catania che dopo aver revocato il sequestro di una parte del sito internet dell’Aduc aveva ordinato la rimozione delle espressioni e dei messaggi arrivati su un forum online, inibendone la diffusione.

In sostanza nel forum incriminato su parlava di religione e a detta del Tribunale di Catania e della Cassazione si offendeva la religione cattolica "travalicando i limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il sacro seme del Cattolicesimo".

La Cassazione respinge così il ricorso dell’Aduc sostenendo che "i messaggi lasciati su un forum di discussione che a seconda dei casi può essere aperto a tutti indistintamente sono equiparabili ai messaggi che possono essere lasciati in una bacheca e non entrano nel concetto di stampa, sia pure in senso ampio".

Questo perché "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa".

Anche perché "il semplice fatto che i messaggi e gli interventi" ospitati in un forum on line o in un blog "non fa sì che il forum stesso possa essere qualificato come un prodotto editoriale o come un giornale online o come una testata giornalistica informatica".

Immediato il commento di Aduc secondo cui la sentenza della Cassazione "ha stabilito la legittimità della censura per tutto ciò che non è stampa".

“Evidentemente", sottolinea l’associazione in una nota, "rispetto alle leggi che disciplinano le libertà di espressione dei cittadini, la stampa gode di una sorta di immunità o via preferenziale. Un esempio: se il giornalista Tizio scrivesse un pensiero contrario al buon costume su un quotidiano non potrebbe essere censurato, contrariamente al comune cittadino Caio che manifestasse lo stesso identico pensiero su un forum in Internet. In altre parole, per la Cassazione esistono le libertà di serie A e quelle di serie B. E quelle legate alla libera manifestazione del pensiero individuale di chi non è giornalista sono di serie B".

Il dibattito è aperto: si tratta dell’ammissione piena che Internet non è regolamentabile tramite le obsolete leggi sulla stampa? O si tratta di un atto censorio che mette in crisi la Rete permettendo a chiunque, se si sente in qualche modo offeso, di fare denuncia affinchè i contenuti ritenuti sgradevoli vengano prontamente rimossi? E, se è vero che Internet non ricade nelle leggi sulla stampa, allora decadono tutti gli obblighi che questa impone?

Il tema è quanto di più delicato ci possa essere e merita, forse, una riflessione più ampia del concetto di Rete e di quanto questa sia conosciuta in Italia, da chi ha il compito di legiferare soprattutto.

Loading...

Vi consigliamo anche