0 Shares 5 Views
00:00:00
11 Dec

La pubblicità di Adsense si baserà sui comportamenti degli utenti

La Redazione
13 marzo 2009
5 Views

La pubblicità online cala o non cala? Gli inserzionisti e le agenzie pubblicitarie tirano fuori dati diversi e se c’è chi parla di un calo generalizzato, c’è anche chi parla di un +10% rispetto allo scorso anno.

Google non ci sta e va al contrattacco lanciando un nuovo tipo di pubblicità online destinato a far discutere: si tratta della "pubblicità basata sugli interessi" che mira a fornire ai navigatori delle inserzioni pubblicitarie targettizzate in relazione alle loro attività sul Web.

Un’email inviata agli utenti che fruiscono del servizio di Google parla chiaro: "la pubblicità basata sugli interessi consentirà agli inserzionisti di pubblicare annunci correlati a precedenti interazioni degli utenti, come le visite ai siti web degli inserzionisti, nonché di raggiungere gli utenti in base ai loro interessi (ad es. "appassionati di sport"). Per sviluppare le categorie di interessi, riconosceremo i tipi di pagine web visitate dagli utenti in tutta la rete dei siti di contenuti di Google. Ad esempio, se un utente visita diverse pagine di sport, lo aggiungeremo alla categoria di interesse "appassionato di sport"".

Il test prevede due modalità di identificazione di interessi
: nel primo caso gli annunci pubblicitari seguono le preferenze specifiche che l’utente ha manifestato in passato per un prodotto o un servizio navigando su siti specializzati, nel secondo caso la pubblicità viene scelta in base alla tipologia di siti Web visitati più spesso.

Problemi di privacy? Certo che sì, non c’è dubbio, ma a ben guardare e scavando a fondo si scopre che gli utenti possono scegliere di cancellarsi dal servizio di monitoraggio e che i siti che espongono pubblicità di Google possono evitare di aderire.

Tutte le informazioni sono state illustrate sul blog in italiano di Google e così si scopre che gli utenti dall’indirizzo http://www.google.com/ads/preferences "potranno verificare in quali categorie d’interesse rientrano o potranno attivamente aggiungere e rimuovere le categorie".

La pubblicità basata sul targeting comportamentale è stata fortemente criticata negli Usa non solo dai sostenitori della privacy ma anche da alcuni membri del Congresso anche se Google continua a sostenere che saranno garantite almeno tre forme di tutela per gli utenti.

Prima fra tutte, dice Susan Wojcicki, vice presidente Product Management di Google, la trasparenza: “indichiamo sempre con apposite etichette gli annunci a pagamento forniti da Google sui siti partner di AdSense e su YouTube”.

Poi c’é la possibilità per il navigatore di visionare e modificare le categorie di interesse sulle quali desidera o meno ricevere messaggi pubblicitari e infine c’é la possibilità di disattivare i cookie, i biscottini del browser usato da Google per “ricordare” e “classificare” i comportamenti online dell’internauta.

Verrebbe quasi da pensare che Google, forte della sua presenza online sotto tutti i punti di vista, abbia deciso di far "pagare" uno scotto a chi fruisce da anni dei suoi servizi in maniera gratuita: poco conta sapere che la raccolta informazioni avverrà attraverso cookie anonimi e dunque che nomi, indirizzi, informazioni sanitarie, note sull’orientamento politico, religioso o sessuale degli utenti non saranno raccolti né diffusi.

Ecco come funziona la pubblicità di Google basata sul targeting comportamentale:

Vi consigliamo anche