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La reputazione online crea problemi

25 febbraio 2009
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A seguito del dibattito sempre più acceso sull’impatto della rete sulla reputazione aziendale, Weber Shandwick ha sviluppato una ricerca in collaborazione con EIU – The Economist Intelligence Unit – interrogando un campione di dirigenti e top manager di tutto il mondo sul monitoraggio e la gestione della reputazione online.

La ricerca, Risky Business: Reputations Online sostiene che lo screditamento da parte degli impiegati e le e-mail inviate per errore sono tra le più grandi preoccupazioni, alimentando l’idea diffusa tra il 67% dei dirigenti di fascia più alta che la reputazione della propria azienda sia vulnerabile.

Tra le preoccupazioni più urgenti, quando capita di dover indirizzare e gestire la reputazione in periodi difficili, emergono:

– Lo screditamento da parte degli impiegati
La maggior parte dei dirigenti non conosce l’impatto delle conversazioni sul web del proprio staff. Circa i due terzi (66%) di essi o non sono consapevoli o non vogliono ammettere che gli impiegati possano screditare in rete l’operato o l’immagine della propria azienda. Sorprende che solo un terzo (34%) dei dirigenti sostiene di sapere che un impiegato abbia pubblicato online qualcosa di negativo sulla propria azienda. Su Jobvent.com, per esempio, un sito che consente ai visitatori di esprimere un giudizio sui propri capi o datori di lavoro, si trovano commenti su più di 7.000 aziende.  Si stima che il 70% di questi commenti rientri nella categoria “Odio il mio lavoro”.

Oltre al fatto che i dirigenti ignorano che gli impiegati rilascino commenti sul proprio lavoro e sulla propria azienda, dalla ricerca si evince che sono molti meno i CEO o i Presidenti, rispetto a chi non ricopre cariche di top management (rispettivamente il 21% contro il 43%), preoccupati delle discussioni dei dipendenti sul web, sui social network e su siti di condivisione video.


– E-mail inviate per errore:
A tutti i livelli, gli impiegati hanno avuto potenzialmente l’opportunità di nuocere alla reputazione della loro società. E’ significativo che un buon 87% dei manager di tutto il mondo ammetta di aver erroneamente inviato o ricevuto almeno un messaggio elettronico (e-mail privata, SMS o Twitter). In particolare l’80% dei CEO/Presidenti dichiara di aver mandato o ricevuto e-mail per errore. Con più di 60 miliardi di e-mail che circolano al mondo quotidianamente, non ci stupisce che alcune si perdano per strada, soprattutto nei seguenti casi (i dati sono emersi dalla ricerca): si scrivono e-mail a letto (67%), mentre si guida (50%), in bar o locali (39%) e durante riunioni di lavoro (38%).

Nella ricerca è stata trattata una vasta gamma di argomenti, incluso i metodi con cui i dirigenti possono sfruttare il web per costruire e sostenere solide reputazioni aziendali. Se interrogati sull’efficacia di internet come risorsa, affermano che la rete è una fonte estremamente utile per reperire informazioni sui concorrenti (64%), sui partner (60%), per ottenere il feedback dei clienti (63%) e per esplorare nuove occasioni di business (60%). I manager sanno di avere una grande opportunità di intelligence quando si collegano a internet: insights che vanno dalle informazioni sui prodotti competitor, difetti di prodotto, applicazioni di brevetti, suggerimenti dalla propria clientela.

Pochi dirigenti trovano Internet utile per valutare azioni di responsabilità sociale, attività di organizzazioni non profit, gruppi attivisti o ONG.

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