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13 Dec

L’Antitrust UE alla fine vince contro Google

LaRedazione
6 febbraio 2014
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L'Antitrust UE alla fine vince contro Google

L’indagine dell’antitrust della UE nei confronti di Google, iniziata negli ultimi mesi del 2010, si sta avviando verso la chiusura, con il successo della commissione, come ha dichiarato Joaquin Almunia, il commissario UE per la concorrenza.

Nei confronti del colosso di Mountain View era stata mossa una accusa di abuso di “posizione dominante” per quanto riguarda le ricerche su Internet. In questa fetta di mercato Google ha infatti una percentuale del 90% sulle utenze europee, contro il 70% che detiene negli Stati Uniti. Ora si va verso un accordo che, come ha riferito Almunia, prevede da parte di Google delle concessioni che il commissario Ue, di fronte ai giornalisti, ha definito di “vasta portata”.

In pratica l’azienda americana garantisce alla commissione che ogni qualvolta sulle sue pagine web sarà promosso un suo servizio di ricerca “specializzato”, nello stesso momento si vedranno le visualizzazioni dei servizi offerti da tre concorrenti, che saranno scelti utilizzando un metodo definito “obiettivo”, cioè in grado di permettere agli utenti una eguale visibilità, nonché possibilità di paragone.

Secondo Almunia queste concessioni dovrebbero essere sufficienti per poter risolvere i problemi tra Google e la concorrenza, in quanto Google potrà a sua discrezione portare avanti e presentare i suoi miglioramenti, ma dovrà dare la possibilità di scelta finale all’utente. Queste proposte, che Google ha presentato alla commissione UE, dovranno ora essere esaminate in dettaglio dalle 18 aziende concorrenti, che nel 2010 avevano fatto scattare l’indagine con la presentazione dell’esposto alla commissione UE.

Solo dopo il loro esame la commissione UE potrà prendere una decisione definitiva, che è prevista tra alcuni mesi. Dopo che l’accordo avrà avuto la ratifica della commissione UE resterà valido per i successivi cinque anni in tutti i paesi che fanno parte dell’Unione Europea, e la sua applicazione da parte dell’azienda di Mountain View sarà soggetta al controllo da parte di un fiduciario scelto dalla commissione stessa, ma che effettuerà i suoi controlli in maniera autonoma.

Per Google arrivare ad un accordo vuol dire evitare una multa da parte dell’antitrust, di un importo pari al 10% del suo fatturato di un anno, il che significa poco meno di 5 milioni di dollari.

Joaquin Almunia è apparso molto soddisfatto per i risultati raggiunti durante il lavoro congiunto con Google, ed ha dichiarato che in nessun altro paese o comunità di stati, sia stato raggiunto un accordo di questa portata. L’importanza dell’accordo è stata sottolineata anche da Kent Walker consigliere generale di Google. Meno soddisfatti appaiono invece i concorrenti di Google, che chiedono alla commissione maggior tempo a disposizione per vagliare le novità proposte dall’azienda americana e si spingono fino a chiedere un periodo di prova con test di mercato.

L’azienda di Mountain View è stata indagata per la stessa accusa anche da parte della commissione antitrust americana, che però ha chiuso l’indagine rilevando che non sussistessero le basi per “aprire” nei confronti di Google una procedura di infrazione.

Nel corso dei tre anni c’erano già state altre proposte come quella presentata nel gennaio 2013, subito bocciata, o quella modificata e presentata in ottobre dopo che la commissione UE aveva chiesto concessioni più ampie, anche questa respinta. Infine all’inizio del 2014 l’ultimatum di Almunia e la decisione di Google di concedere le opportunità presentate. Ed alla fine si può ben affermare che la commissione antitrust UE ha vinto contro Google.

 

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