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12 Dec

Legge intercettazioni: blog e siti web chiusi per rettifica?

LaRedazione
12 giugno 2009
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La legge sulle intercettazioni approvata due giorni fa riguarda anche il web. E’ censura?

Quasi.

Se n’è accorto l’avvocato Guido Scorza, che ha lanciato l’allarme nei giorni scorsi. Il nuovo disegno di legge in materia di intercattazioni vuole applicare l’obbligo di rettifica anche ai blog e ai siti web.

In parole povere, tutti "i gestori di siti informatici" (e già qui c’è  tanto da dire) sono obbligati a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Chiunque osi pubblicare o commentare contenuti diffamatori, siano questi post, video e quant’altro, può ricevere una richiesta di rettifica che dovrà essere applicata nel giro di 48 ore.

E per chiunque si intende proprio chiunque, compresi coloro che si occupano di informazione a livello amatoriale come blogger e gestori di newsgroup.

Nel maxiemendamento è anche specificato che chi non rispetterà l’obbligo dovrà pagare una sanzione che potrebbe oscillare tra i 7.000 e i 12.000 euro.

Naturalmente, prima di pubblicare qualcosa che potrebbe danneggiare terze persone e, di conseguenza, noi stessi, i chiunque di cui sopra ci penseranno due volte. Forse tre.

Questo significa che parte della libertà di informazione in Rete a cui siamo ormai abituati, verrà soppressa con un’ autocensura che altrimenti potrebbe costare cara.

In passato erano già state proposte leggi per regolamentare la rete: si ricordi il DDL Levi, o ammazzablog, seguito dal DDL Cassinelli, o legge salvablog che tentarono di stabilire un ordine riproposto adesso da questo maxiemendamento. Un ordine che sta creando il caos.

Inoltre, e qui viene il bello, Scorza mette in rilievo un dato su cui fermarsi a riflettere un bel po’: perché a chi si occupa di informazione a livello amatoriale devono essere riconosciuti gli oneri e non gli onori? Perché chi scrive senza essere pagato deve promettere di rispettare dei doveri senza che gli venga riconosciuto nessun diritto?

Previsioni per il futuro, purtroppo, non se ne possono fare, ma non si può non sperare questo delirante maxiemendamento venga abbattuto da una nuova legge salvainternet.

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