0 Shares 6 Views
00:00:00
13 Dec

Megaupload e Megavideo chiusi, arrestato il fondatore

20 gennaio 2012
6 Views

Duro colpo per gli amanti di Internet e dei contenuti scaricati online: l’FBI ha infatti chiuso con effetto immediato i due famosissimi siti Megaupload e Megavideo che ospitavano sui propri server contenuti inseriti dagli utenti di tutto il mondo e che con gli anni sono diventati dei veri e propri scrigni a disposizione di tutti.

L’accusa ha quantificato in oltre 500 milioni di dollari i mancati profitti che per colpa di Megaupload i i leggittimi proprietari dei materiali protetti da copyright avrebbero perso ma il titolare del sito, Kim Schmitz, aveva dichiarato poco prima della chiusura che il sito era completamente legale perchè la maggior parte dei materiali appartiene agli utenti che lo utilizzano come metodo per salvaguardare i propri contenuti.

In realtà le cose stanno davvero così perchè Megaupload viene utilizzato in tutto il mondo da persone che qui archiviano file di dimensioni enormi ma questi file spesso sono protetti da copyright e vengono poi rigirati su forum e blog generando un giro davvero importante sul quale la società guadagna chiedendo di pagare una sorta di abbonamento per scaricare i materiali in maniera più veloce.

Dall’attività con Megaupload Kim Schmitz, conosciuto anche come Kim Dotcom, avrebbe guadagnato all’incirca 175 milioni di euro in soli 5 anni.

Dunque l’FBI non si è fermata e ha arrestato Schmitz e (pare) altri tre fondatori in Nuova Zelanda di fatto intervenendo anche con la complicità di una seconda nazione che ha dato il suo consenso affinchè i tre fossero arrestati e quindi creando un precedente non di poco conto nel settore.

Intanto proprio poche ore dopo il blocco di Megaupload e Megavideo un gruppo legato ad Anonymous ha messo offline i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa) annunciando l’attacco via Twitter.

Il Washington Post sostiene che Megaupload è il 13esimo sito nella classifica dei siti più consultati del mondo ma ora in molti si chiedono che succederà a tutti quelli che avevano aperto un account premium sul sito per scaricare materiale più velocemente: posto che dovrebbero essere rimborsati per aver pagato un servizio, a chi dovrebbero chiedere la restituzione dei soldi? E, soprattutto, riuscirebbero davvero ad avere soldi indietro?

Vi consigliamo anche