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18 Feb

Mike On Ads, il sito che ti dice se sei uomo o donna

dgmag - 5 agosto 2008
5 agosto 2008
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Internet, si dice, sa tutto e può tutto ma sarà davvero così? A testare questa affermazione, che diventa interessante se si pensa che sono in molti quelli che ricorrono al web per fare affari "personalizzati", è stato un blog americano, Mike On Ads, che ha voluto creare uno strumento che consente di scoprire se l’utilizzatore del computer è maschio o femmina.

Il funzionamento dello strano strumento è tutt’altro che complicato anche se sembra difficilissimo: basta cliccare su un bottone posto al centro di questa pagina e permettere all’analizzatore di scannerizzare il proprio computer alla ricerca di informazioni così da stabilire se il main user del macchinario è un uomo o una donna.

Chiaramente si tratta di un gioco e di un’abile mossa per raccogliere dati soprattutto se si pensa che Mike On Ads utilizza il database di Quantcast che classifica i maggiori siti americani per popolarità e tipo di pubblico così da permettere alle grandi aziende di targettizzare al massimo la loro offerta pubblicitaria.

E, ovviamente, si parte subito all’attacco sostenendo che il giochino messo a punto dal sito compromette moltissimo la privacy dell’utente dal momento che in questo modo i dati più sensibili del navigatore vengono messi a disposizione di tutti facendone un bersaglio appetibile non solo per la pubblicità ma anche per eventuali malintenzionati.

Noi sosteniamo che sì, il rischio di violazione della privacy c’è ed è reale ma anche che uno strumento del genere è davvero da prendere come un giochino estivo dal momento che, per esempio, non azzecca quasi mai il sesso degli utenti italiani visto che i siti non americani non vengono presi proprio in considerazione: la persona che ha redatto il pezzo, per esempio, è stata considerata uomo al 97% probabilmente anche per via di errori nella gestione delle professioni inserite!

Dunque, allarmiamoci pure ma stiamo sicuri: a mettere in discussione la nostra privacy ci pensano ben altre soluzioni che non un giochino, peraltro anche un po’ sessista, proposto da un blogger in cerca di notorietà nel mondo.

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