0 Shares 13 Views
00:00:00
12 Dec

News online a pagamento? Murdoch dice sì!

LaRedazione
7 agosto 2009
13 Views

Rupert Murdoch ha deciso: l’informazione in rete non può essere gratuita.

Ce lo spiega bene il Corriere della Sera: entro il prossimo anno, i contenuti dei siti web della News Corporation saranno a pagamento e il Wall Street Journal non sarà più l’unico ad avere la modalità freemium che permette l’accesso gratuito (free) e a pagamento (premium). 

Il motivo di questa scelta risiede ancora una volta nella crisi economica e nei conti in rosso della News Corp. dovuti ad un calo della pubblicità. Ma far pagare i contenuti online è davvero una buona strategia?

Il magnate australiano è convinto di sì e ritiene che la distribuzione gratuita dell’informazione sia il sintomo di un cattivo giornalismo.

Murdoch crede che, cambiando la rotta di questo business, i suoi conti potrebbero tornare quelli di prima. Viene naturale pensare che la proposta di Murdoch sia assurda: è ovvio che l’informazione a pagamento causerebbe un perdita enorme di utenti e una conseguente perdita di investitori, che andrebbero altrove.

Secondo l’Amministratore della News Corp. però tali perdite potrebbero essere contrastate da un’offerta di contenuti migliori rispetto a quelli che la rete offre gratuitamente. 

Inoltre, come rileva giustamente Punto Informatico, i contenuti a pagamento rallenterebbero in parte il fenomeno di abuso di citazioni e di link alle notizie di fonti ufficiali come le agenzie di stampa.

L’Herald Sun (di proprietà della News Corporation) ha anche paragonato questo cambiamento ad iTunes, mettendo in risalto il successo ottenuto dal grande negozio online nonostante l’offerta gratuita di musica da parte di altri siti.

Nel 2003 infatti, quando iTunes vide la luce, venne aspramente criticato per gli stessi motivi che adesso vogliono spingere Murdoch a cambiare idea: musica a pagamento= calo di utenti e quindi di pubblicità.

Come tutti sappiamo, le previsioni si rivelarono fasulle e iTunes è utilizzato da (quasi) tutti. Perché? Perché, spiega l’Herald, oltre ad essere compatibile con l’iPod è anche una metodo sicuro e legale di acquistare musica. Gli utenti sanno che iTunes  è più che affidabile e preferiscono pagare per qualcosa di legale piuttosto che affidarsi alla pirateria.

Sarà così anche per i siti della News Corporation?

Vi consigliamo anche