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15 Dec

NSA usa i cookie di Google per trovare hacker

LaRedazione
13 dicembre 2013
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NSA usa i cookie di Google per trovare hacker

La notizia è più che attendibile dato che è stata recentemente pubblicata dal Washington Post, prestigioso quotidiano statunitense: la NSA, acronimo usato per la National Security Administration, userebbe i cookie di Google, il famoso motore di ricerca sul web, ed i dati di localizzazione di smartphones di tutto il mondo, per rintracciare segretamente gli hacker che potrebbero minare la sicurezza informatica del paese.

Come il Washington Post ha potuto accedere a tali informazioni è presto detto: tutto ciò è espressamente menzionato nei documenti che furono di proprietà di Edward Snowden, personaggio balzato alle cronache per aver fatto scoppiare recentemente il cosiddetto “Datagate“.

Ma facciamo un passo indietro e chiariamo bene la situazione.
Come prima cosa parliamo dei cookie. Per i neofiti, i cookies sono dati che viaggiano nel web, e vengono utilizzati dalle varie aziende per analizzare e interpretare le preferenze degli utenti online, per così poi, proporre attraverso banner personalizzati, prodotti a loro interessanti.

Tutto ciò potrebbe essere interpretato come una vera e propria invasione della privacy, e infatti la notizia ha creato un vero e proprio polverone mediatico e non solo. Le aziende interessate hanno sempre risposto che questa sorta di analisi sociale è mirata non per nuocere agli utenti ma anzi, per andar incontro ai loro bisogni e desideri. Esaminando i cookie presenti on line, le varie aziende presenti nel mondo dell’e-commerce possono avvicinarsi con maggior precisione ai gusti personali degli utenti, promuovendo loro quindi, una serie di proposte sempre più mirate.

Ma oltre a questo utilizzo “commerciale”, un’altro dato è fuoriuscito proprio dallo scandalo del Datagate: addirittura i vari governi e paesi usano questa tipologia di analisi sociale per avvicinarsi alla popolazione e talvolta, esercitare una sorta di controllo.

Polemiche a parte, l’attività informatica della National Security Administration e quindi del governo statunitense, nasce quindi per tracciare l’attività sul web di milioni utenti, tra i quali potrebbero nascondersi anche alcuni hacker che potrebbero minare la sicurezza nazionale informatica.

Ma la questione non s’è mai veramente affrontata da un punto di vista giuridico, anzi la querele è ancora aperta, tant’è che la notizia rilasciata dal Washington Post crea un vero e proprio squarcio tra le associazioni interessate alla privacy degli utenti.

Che la NSA usi i cookie di Google per scovare possibili hacker e proteggere la sicurezza informatica del paese è indubbiamente un dato positivo, resta però sconvolgente la grave intrusione nella privacy degli utenti che subiamo quotidianamente.

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