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Edward Snowden è sparito! E’ caccia al nuovo Assange?

25 giugno 2013
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Il giallo si infittisce.

L’”affaire Snowden” si complica e diventa sempre più un tira e molla diplomatico; e quando a tirare e mollare sono Stati Uniti, Cina o Russia, non è proprio come giocare a sudoku.

Ma chi è Edward Snowden? E’ semplicemente un (ex) analista dei servizi segreti americani che ha denunciato l’esistenza di una vasto programma di intercettazioni illegali. Non propriamente uno che incontri tutti i giorni sotto casa, insomma. Forse hanno cominciato a fischiargli un po’ le orecchie, fatto sta che lo 007 ha fatto perdere le sue tracce e il Governo americano ha chiesto all’Interpol un codice rosso, che prevede in pratica un mandato di arresto internazionale. Lo stanno cercando ovunque: Cina, in Russia, Cuba…

Non contenti, dopo aver chiesto l’estradizione, gli Stati Uniti hanno criticato fortemente la gestione cinese, ricevendo una risposta stizzita dal Governo di Pechino che ha parlato di accuse senza fondamento. “Non è stato sensato da parte degli Stati Uniti mettere in discussione la gestione di Hong Kong della questione. Una gestione in linea con le leggi vigenti”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, aggiungendo: “Le accuse contro il governo di Pechino sono senza fondamento. La Cina questo non lo accetta“.

E’ chiaro che, se fai un lavoro simile e vìoli le regole, poi non puoi aspettarti di andare a fare colazione da Starbucks o al multisala col secchio di pop corn, ma la caccia all’uomo sta assumendo proporzioni anche maggiori di quella che vide protagonista Julian Assange, il fondatore di Wikileaks.

Lo stesso Assange, che si trova esule a Londra, all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador, ha dichiarato che: “Il calvario di Snowden è appena cominciato” e ha lanciato un appello affinché qualche “paese coraggioso” si faccia avanti e gli offra asilo: “Il governo spia ciascuno di noi, ma invece è Edward Snowden a essere accusato di spionaggio per averci avvertito”.

Il problema, spingendosi in una semplice analisi di politica stelle e strisce, è che Obama, che ha più volte ribadito l’impegno per trasparenza, privacy e libertà civili, rischia grosso a livello di immagine e popolarità, e deve agire cercando di convincere l’opinione pubblica che non si tratta di una spietata caccia all’uomo.

Ci riuscirà?

Michele Antonelli

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