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11 Dec

Laura Boldrini manda la polizia a casa di un internauta

Emanuele Calderone
15 maggio 2013
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"Non ci volevo credere quando ho visto arrivare gli agenti, La mia era solo una provocazione, mi sembrava assurdo quanto stava accadendo a seguito di certe finte immagini della Boldrini, e della reazione scomposta e spropositata che ne era seguita, con perquisizioni, indagati, oscuramenti. Mi chiedevo in che mondo vivesse la Presidente posto che tutti i politici, anzi tutti gli italiani, sono vittime delle stesse prese in giro, più o meno pesanti, ma non hanno la possibilità di mobilitare a quel modo polizia e magistratura. Non mi faccia dire altro, non voglio finire in guai peggiori".

Con queste parole, cariche di incredulità, Alessandro M., un giovane internauta emiliano, ha raccontato al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, 'il Giornale', la brutta storia che, recentemente, lo ha visto protagonista.

Il ragazzo sarebbe infatti colpevole, a giudizio del presidente della Camera, l'onorevole di Sinistra Ecologia e Libertà Laura Boldrini, di averla malamente sbeffeggiata sulla rete.

Il giovane è stato visitato dalla polizia per aver scritto la frase "Popolo del tweet, inviamo un fotomontaggio osé al presidente Laura Boldrini, che ci denunci tutti, come in Corea".

Sicuramente l'iniziativa di Alessandro potrebbe apparire quantomai irrispettosa nei confronti di una delle più alte ed importanti cariche dello Stato ma, con tutti i problemi che affliggono l'Italia oggi, una reazione del genere non potrebbe apparire, agli occhi di tante persone, un poco esagerata?

Per ora aspettiamo di vedere come si evolverà la questione, speranzosi che la censura non arrivi anche ad intaccare la rete e i suoi contenuti. Ma certo che, "con questi chiari di luna"

[foto: ibtimes.com]

Emanuele Calderone

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