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Pubblicità Google: l’inserzionista paga solo se l’utente clicca

LaRedazione - 13 dicembre 2013
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13 dicembre 2013
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Blogs, pagine web e siti di ogni tipo, sono sommersi da inserzioni pubblicitarie: abbigliamento, elettronica, oggettistica, accessori di ogni tipo, corsi di cucina, sedute di bellezza in Spa e centri massaggi. Il perchè? Beh, quando l’utente clicca sul rettangolo della pubblicità, Google riceve denaro: l’inserzionista paga, per buona pace del colosso informatico a stelle e strisce.

Questa strategia di mercato si basa su diversi fattori e sull’utilizzo di Google Adwords.
Sono fondamentali tre soggetti:
-l’inserzionista;
-l’utente ;
-Google.

E’ possibile spiegare questo con un esempio:
Un utente scrive una parola chiave nel motore di ricerca e nei diversi risultati viene evidenziate la parola. Cliccando sul sito, blog o pagina web ci saranno delle keywords evidenziate, in genere quelle che meglio descrivono l’oggetto del testo o della pagine. Quando l’utente clicca sulla parola, si aprono degli annunci pubblicitari inseriti da Google e proposti da un inserzionista.

Fino a questo punto, l’utile di Google è zero ma, appena l’utente clicca su uno di questi annunci, magicamente il “conta-euro” inizia salire a favore dell’americano. La “paga” dipende dal contenuto ma non solo.

E’ molto importante la concorrenza su quel tipo di annuncio: Google effettua una sorta di asta al rialzo, l’inserzionista che paga di più, avrà una posizione maggiormente in “vista” nella pagina che sta visualizzando l’utente.

Apparentemente potrebbe sembrare poco redditizio ma non è affatto cosi. Basti pensare al numero di utenti che ogni giorno, ogni ora, ogni secondo navigano in rete e, considerando l’era in cui viviamo, sono davvero moltissimi, milioni di persone contemporaneamente in rete. Ecco, forse pensandoci su un momento si ha la proporzione reale: elevatissima.

Oppure, durante le feste le idee scarseggiano e quindi in tanti cercano l’ispirazione su siti per consigli. Questa è davvero un’occasione ghiotta per gli inserzionisti e per Google: gli annunci vengono cliccati a ripetizione e quindi? Quindi soldi facili per Google, sovraesposizione per l’inserzionista che paga solo se l’utente finale clicca sul display advertising e in fine possibilità di grosse occasioni per l’utente finale.

Insomma, l’inserzionista paga per la pubblicità su Google solo se l’utente clicca e non come accadeva fino a qualche tempo fa in cui, chi faceva pubblicità doveva pagare anche quando il bunner pubblicitario compariva senza essere sfiorato dall’utente.

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