Suonerie per cellulare, Altroconsumo denuncia

Voler scaricare una suoneria via sms o internet per il proprio telefonino apre il varco a una serie di servizi non richiesti, con costi che si moltiplicano, fatturati sul conto telefonico senza regolarità né chiarezza del tipo o della durata del servizio o del fornitore che lo offre.

E’ quanto ha provato Altroconsumo con un’inchiesta sul campo: su dodici fornitori contattati solo uno ha venduto una singola suoneria. Gli altri undici un abbonamento, con impossibilità per l’utente di stabilire quanto pagherà in totale alla fine e a chi.

Ciò grazie anche alla poca trasparenza dei tabulati telefonici gestiti dall’operatore, che fattura il costo sotto la generica voce "acquisto contenuti".

La poca trasparenza dell’offerta del servizio, su riviste e siti destinati agli adolescenti, non esime i fornitori dall’essere super rapidi nel fatturarlo; ancora prima che si riceva la suoneria, o si verifichi che il proprio telefonino risponda ai requisiti tecnici richiesti (poter scaricare file Mp3 o connettersi a internet, per esempio), l’addebito è già in essere.

In tre casi su dodici non è mai stato possibile scaricare la suoneria, pagando dunque un servizio mai fruito.

Sono pratiche commerciali scorrette e ingannevoli che Altroconsumo ha deciso di denunciare all’Antitrust con otto esposti contro i fornitori di suonerie per telefoni cellulari; gli otto ricorsi si aggiungono al provvedimento del Garante di sospensione cautelativa dell’offerta “invia 10 sms gratis”, sul sito Zero9, segnalata come ingannevole, nel febbraio scorso, da Altroconsumo.

Sul sito www.altroconsumo.it continua la raccolta di segnalazioni, giunta già a 2200 casi, per bollette Telecom gonfiate da fatturazioni di servizi non richiesti come i dialer, gli 899, numerazioni satellitari, su cui per troppo tempo è stata fatta cassa sulla pelle e il portafogli degli utenti. Se Telecom non risarcirà gli utenti, sarà class action.

Con la connivenza e il gioco del rimpallo di responsabilità tra gestori telefonici e allegri fornitori di servizi non richiesti, oltre alla cronica mancanza di regole mai sanata dall’AGCOM: Altroconsumo chiede all’AGCOM di concretizzare entro il 30 giugno il blocco per default delle numerazioni a valore aggiunto, di prevedere la bolletta separata per questo tipo di fatturazioni e l’alert via sms di fronte a un picco di spesa, probabile segnale di fatturazioni anomale o non richieste.