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15 Dec

Tassa su Internet, infuria la polemica

La Redazione
23 aprile 2010
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Poichè l’editoria italiana è in crisi, il presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Carlo Malinconico, durante la presentazione a Roma dello studio La stampa in Italia dal 2007 al 2009, suggerisce una mini tassa “su chi ha la connessione a Internet, per realizzare una dote di risorse per aiutare l’editoria ad affrontare la grave crisi che attraversa”.

Secondo la Fieg, infatti, una della cause della crisi è la rivoluzione tecnologica: "i contenuti offerti su carta non hanno più una posizione egemone e devono fare i conti con l’invadenza di motori di ricerca, blog, social network, della stessa televisione che, con il passaggio dall’analogico al digitale, ha subito anch’essa un robusto impulso verso l’interattività".

Ovviamente le reazioni di chi Internet lo usa non si sono fatte attendere e l’avvocato Guido Scorza ha seccamente bocciato la proposta definendo l’idea inaccettabile in quanto "si muove dalla presunzione – indimostrata ed indimostrabile – che l’innovazione sia responsabile della scarsa fortuna – o semplicemente della minor fortuna rispetto al passato – dell’industria dei contenuti e, dunque, le si chiede di farsi carico di sostenerla".

Forte la dichiarazionbe dell’Aduc che ha sentenziato: "chi pensa che questa possa essere la strada per la soluzione dei propri problemi non comprende la funzione della Rete, che non non è solo una possibile alternativa/concorrenza ai giornali cartacei, ma uno strumento che, a partire dall’informazione, è interattività. […] Forse è meglio che chi fa proposte del genere chiuda subito il proprio giornali e si dedichi ad altro".

A riprova della necessità di innovare l’editoria e il giornalismo in Italia citiamo un interessantimo intervento di Luca De Biase secondo cui "viviamo una stagione di fioritura straordinaria per la partecipazione al sistema dell’informazione. E forse per questo le preoccupazioni sulla crisi del giornalismo appaiono fuori sincrono. D’altra parte viviamo una stagione di straordinaria forza delle strategie della disattenzione. E forse per questo le opportunità per un miglioramento del giornalismo appaiono tanto importanti. Ne emerge una sensazione, una speranza, un dovere: scorgere l’alba di un nuovo giornalismo".

Ecco, cerchiamo la speranza e non i modi per rendere attuali vecchi modi di intendere la professione e l’editoria….

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