Telelavoro, il 16% ha lavorato in bagno

Una ricerca commissionata dal Gruppo Regus, il maggior provider mondiale di soluzioni per gli spazi di lavoro, all’Istituto di ricerche Global Market Insite (GMI), ha messo in luce le difficoltà riscontrate dai “mobile workers” nelle occasioni in cui devono spostarsi per lavoro.

Il sondaggio ha preso in esame un panel rappresentativo di 1.000 lavoratori americani e inglesi i quali, di fronte alla mancanza di luoghi di lavoro appropriati, si sono trovati a operare in alcuni dei posti più impensati e inusuali.

Lo scenario lavorativo attuale è caratterizzato da un numero crescente di persone che trascorrono gran parte del tempo lavorativo al di fuori del proprio ufficio: secondo alcune analisi indipendenti nel 2009 in tutto il mondo saranno oltre 850 milioni.

In Gran Bretagna, il 52% delle persone impegnate in viaggi di lavoro opera per almeno mezza giornata a settimana (da 3 a 5 ore) in un luogo pubblico. Vera e propria strategia di business per le imprese, il lavoro mobile si sta diffondendo sempre di più anche in Italia. Posti di fronte alle stesse difficoltà dei loro colleghi europei, i mobile workers italiani presentano le medesime necessità rispetto agli spazi di lavoro.

Lo studio evidenzia alcuni dati alquanto sorprendenti inerenti le soluzioni utilizzate dai lavoratori con esigenze di mobilità per risolvere la mancanza di un luogo di lavoro adeguato:
– il 65% ha già avuto modo di lavorare in ristoranti affollati e rumorosi
– il 58% ha sperimentato le hall degli hotel
–  il 57% si è trovato a operare in garage e parcheggi
– il 51% ha lavorato all’interno di bar
– il 46% in centri commerciali
– il 35% in parchi cittadini

Addirittura è emerso un dato a dir poco sbalorditivo, ovvero al 16% è capitato di trovarsi a lavorare nei bagni pubblici.

A fronte di una tendenza al mobile working in aumento, le aziende si trovano a dover fronteggiare nuove difficoltà come per esempio quella di offrire ai loro dipendenti e collaboratori le medesime condizioni di lavoro anche quando operano fuori sede, oppure quella di garantire che i documenti restino confidenziali e riservati nel momento in cui vengono aperti e utilizzati in luoghi pubblici. Ad esempio:

– il 35% dei “lavoratori mobili” britannici ha ammesso di aver visto documenti professionali altrui;
– il 19% dei mobile workers americani ha confessato di aver utilizzato informazioni di natura professionale ascoltate per puro caso in luoghi pubblici.