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11 Dec

Terremoto all’Aquila, sui social network è mobilitazione

La Redazione
7 aprile 2009
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E’ una vera e propria mobilitazione generale quella che dalle prime ore di ieri sta coinvolgendo gli internauti nella gestione delle questioni legate al terremoto dell’Aquila.

Se le prime notizie di un terremoto sono passate, proprio intorno alle 3.30 della notte compresa tra domenica e lunedì su Twitter e FriedFeed, da ieri è Facebook a dominare la scena.

Su Facebook sono infatti nati tanti gruppi come per esempio Aiutiamo le vittime del terremoto che "nasce per favorire e coordinare gli aiuti alle vittime del terremoto da parte dei membri di Facebook. Chiunque abbia indirizzi utili, numeri di telefono, conti correnti e altre informazioni, può metterle qui a disposizione degli amici abruzzesi, i quali possono segnalarci le situazioni più critiche e consigliarci sul modo migliore per aiutarli".

E su Facebook c’è anche chi, da ieri, ci tiene aggiornati i suoi contatti sulla situazione di una ragazzo rimasto intrappolato sotto le macerie: è una ragazza che ha raccontato la storia di Elvio Romano, un ragazzo di Boiano intrappolato sotto le macerie dell’Aquila di cui non si hanno notizie. Da ieri questa ragazza racconta cosa succede e lo fa tenendosi in costante collegamento con Boiano e con L’Aquila, pur vivendo fisicamente a Milano. Potenza del mezzo.

A dare manforte al Web è anche YouReporter, dove gli utenti continuano da ieri incessantemente a caricare video che riguardano la tragedia e che si sta rivelando un portatore sano di notizie sane, a differenza della tv che continua a raccontare prevalentemente storie e casi umani pur di accaparrarsi briciole di ascolto.

Quello che stupisce i non addetti ai lavori è il tam tam internettiano che si è scatenato e che ha, grazie alla possibilità della diretta in tempo reale e senza filtro alcuno, soppiantato la tv quanto a informazione; segno che Internet non è solo divertimento e svago ma anche sviluppo di una coscienza e di un senso civico che troppo spesso, causa anche la quasi totalità dei media italiani, restano sopiti.

Dopo i fatti, le accuse e la bagarre ci sarà assolutamente bisogno, per andare avanti, di confrontarsi con questa nuova realtà fatta di persone che si informano e soprattutto che informano, incuranti dei filtri imposti dai media tradizionali, tramite Internet.

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