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15 Dec

Twitter: cinque anni e non sentirli

22 marzo 2011
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Ha compiuto cinque anni ieri, 21 marzo 2011, Twitter, che con il tempo ha cambiato il modo di fare informazione, di creare contenuti e diffonderli: basta pensare che oggi Twitter conta ben 1 miliardo di messaggi a settimana in tutto il mondo a riprova che poche parole sono meglio di molte, specie se ben utilizzate.

Di Twitter si servono artisti, personaggi famosi, personaggi sconosciuti e soprattutto chi vuole portare all’attenzione mondiale temi che l’informazione tradizionale dimentica di raccontare: i fatti in Egitto e in Libia sono sotto gli occhi di tutti ma anche il terremoto in Giappone ha permesso ai testimoni di raccontare in diretta cosa stava accadendo e cosa l’informazione classica, per scelta o per forza di cose, non riusciva a vedere.

Twitter è oggi valutato circa 10 miliardi di dollari ma si fondatori non si sbilanciano e il servizio stenta ancora a farsi comprendere e mostare le sue vere potenzialità nonostante l’interesse dei grandi gruppi sia già arrivato vista anche la partecipazione al network di oltre 200 milioni di utenti in tutto il mondo.

Jack Dorsey, fondatore di Twitter insieme a Biz Stone, la scorsa settimana ha rilasciato un’interessante e divertente intervista a Techcrunch raccontando come è nato Twitter e a cosa serviva, almeno nei suoi piani; nessuna informazione circa le svolte future ma è lecito aspettarsi, se le cose andranno come stanno andando, qualche cambiamento dovuto alla forza che il sito di microblogging sta assumendo con il passare del tempo.

Aproposito: lo sapevate che l’idea di Twitter deriva dalla definizione data dall’Oxford English Dictionary della parola twitter ovvero "short inconsequential burst of information, chirps from birds"?

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