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10 Dec

Utilizzo Internet, in Italia ritardo completo

2 novembre 2009
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Ne parliamo spesso perchè la questione è sempre più rilevante ai fini della crescita culturale del nostro Paese: l’Italia sul fronte Internet è indietro e le rilevazioni, seppur a campione, sulla popolazione non fanno che confermare questo dato di fatto.

L’ultima ricerca è stata condotta dalla Pragma per conto dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr), su un campione di 1.200 persone di età compresa tra i 16 e i 64 anni, e sostiene che in Italia la penetrazione dell’uso del Web raggiunge poco più del 52,6%.

Meglio gli uomini (naviga il 66,6% dei maschi) delle donne (40%), il Nord Italia (53,6%) rispetto al Centro (52,9%) e al Sud (51,2%).

Abbastanza elevata la percentuale di utilizzo di Internet con il 74,4% degli intervistati che dichiara di fare un utilizzo elevato, se non quotidiano (53,1%), del Web. Entrambi i valori crescono al Centro Italia, in proporzione al titolo di studio, tra gli uomini e nelle fasce d’età più giovani e l’attività più frequente è ricercare informazioni (45,1%) seguita dalla consultazione della posta elettronica (37,5%9, dal lavoro (36,3) e da varie attività di svago (27%). Il 23,6% del campione usa la rete anche per comunicare e socializzare, mentre lo studio si ferma al 12,6%.

Male sul fronte della posta elettronica personalizzata: la possiede appena l’1,4% degli intervistati e addirittura il 15,1% non possiede un email. Tra coloro che hanno un indirizzo email generico (83,4%), il 17% mostra interesse ad attivarne uno personalizzato o perchè non lo ritiene importante (39,2% dei casi) o perchè non ha mai pensato a questa possibilità (33,6%).

La diffusione dei domini tra la popolazione è abbastanza modesta: dispone di un proprio nome di dominio il 29,9% del campione (l’8,2% ne ha più di uno) e poco più della metà (53,6%) ne fa un uso personale. Chi ce l’ha, ha quasi sempre scelto .it (85%): lo possiede in media da cinque anni e si è orientato sul suffisso nazionale per la sua notorietà e sulla base dei consigli ricevuti da altri. Chi non ce l’ha è poco interessato ad averne uno perchè convinto di non averne bisogno ma semmai dovesse scegliere, opterebbe principalmente per un .it (53,8%) o al massimo per un .com (19,4%).

La penetrazione del Web tra i cosiddetti opinion leader (politici, giornalisti, funzionari della Pa, economisti e rappresentanti del mondo accademico) è totale cosi come è consuetudinario l’utilizzo della Rete. Ci si connette a Internet per trovare informazioni e aggiornamenti (91%) ma è significativa anche la necessità di scambiare dati (lo fa il 62,7%) e usare la posta elettronica (45,3%).

Anche tra gli opinion leader il .it è il suffisso più conosciuto.

Un terzo degli opinion leader intervistati ha un proprio dominio Internet: percentuale che sale al 70% tra i politici e scende al 14% tra i funzionari della pubblica amministrazione e il mondo della cultura. Uno su dieci ha scelto .it sia per scopi professionali (92%) che personali (32%). Solo il 10% di chi non ha un proprio nome Internet è propenso a registrarne uno ma anche in questo caso è il .it l’eventuale obiettivo.

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