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17 Dec

Vasco Rossi e Nonciclopedia, telenovela infinita

dgmag - 10 ottobre 2011
10 ottobre 2011
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Prima ha denunciato Nonciclopedia, poi sembrava aver ritirato la denuncia facendo credere che tutto fosse finito in una bolla di sapone e ora torna alla carica sempre contro l’enciclopedia online satirica: lui è sempre Vasco Rossi che, in pieno periodo "rebel" ha deciso di prendersela nuovamente con Nonciclopedia e ha iniziato nuovamente a sparare a zero.

Il Blasco ha infatti invitato i fan su Facebook ad andare a vedere per bene Nonciclopedia prima di lasciare commenti senza senso giudicando peraltro l’encliclopedia satirica "vergognosa", "volgare" e "ignorante"; per avvalorare la sua tesi Rossi porta come esempio la voce relativa ad Anna Frank scrivendo che non si fa ironia riportando che la ragazza si è cercata quello che le è capitato perchè era ebrea dal momento che questa, la definisce lui, "è porcheria da due soldi".

Come nella migliore delle tradizioni, i fan si sono subito divisi: c’è chi ha difeso Vasco Rossi sostenendolo del tutto, chi ha invitato a lasciar stare Nonciclopedia che sta solo ricavando pubblicità da tutta questa storia e chi invece ha invitato Vasco Rossi a smetterla di accusare in questo modo tutti.

E nel frattempo proprio sulla pagina principale di Nonciclopedia (e ripetuto su tutte le pagine) è apparso un annuncio in cui si ricordano le "regole" che reggono l’enciclopedia satirica online e si riporta il link al disclaimer.

Ma Vasco pare proprio annunciare una seconda battaglia legale contro i “brufolosi e ignoranti ragazzini” di Nonciclopedia dichiarando apertamente e senza mezzi termini che se sarà accertata la diffamazione si dovranno pagare i danni rispondendone in sede legale e l’intero ammontare che, dice Vasco, non sarà poco, sarà completamente devoluto.

Insomma, la battaglia ricomincia e stavolta a prendere posizione non è solo la portavoce del rocker ma il rocker stesso: i precedenti parlano di una vittoria a tavolino di Nonciclopedia per via delle proteste montate in Rete che a quanto pare non hanno sortito alcun effetto su Rossi e sui suoi legali, decisi ad avere quello che gli spetta per mettere fine a questo modo di fare satira e ironia che non può, secondo lui, essere considerato tale.

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