Vendita redditi online, denunciato utente

Dopo la presa di posizione del Garante della Privacy, e la netta sensazione che i vertici saranno chiaramente risparmiati dal giustizialismo legato alla questione della pubblicazione online dei redditi degli italiani, arriva la notizia che un utente di Prato è stato denunciato dalla Polizia Postale per aver venduto la lista dei redditi.

L’uomo è stato denunciato dalla Polizia Postale per violazione della privacy in attuazione della delibera del Garante, e ora rischia fino a tre anni di carcere.

L’impiegato offriva un cd con tutta la lista a 35 euro e così la Polizia Postale ha deciso di farlo cadere completamente nella trappola: una volta presi i contatti con il venditore, gli agenti gli hanno dato un appuntamento ma invece di pagarlo lo hanno denunciato.

Intanto Adiconsum ha lanciato una petizione perché la diffusione dei redditi sia online ma con le dovute garanzie della privacy.

Secondo Paolo Landi dell’Associazione, "la scelta di pubblicare online i dati del reddito è una scelta giusta e condivisibile. Ciò che anche Adiconsum ha contestato fin dall’inizio sono le modalità di diffusione perché, come rilevato dal Garante della Privacy, l’assenza di filtri e di identificazione del richiedente, così come previsto dalla legge, ha permesso di accedere ad innumerevoli dati di tutti i contribuenti, di estrarne copia, di modificarli ed elaborarli, di formare archivi, di creare liste di profilazione, mettendo a rischio l’esattezza di tali dati ed esponendo i contribuenti al rischio di furto d’identità".

Per questo Adiconsum propone:
– Definizione di un protocollo di trasparenza che preveda in particolare che:
a) L’accesso ai dati avvenga previa registrazione
b) Per ogni accesso eseguito siano possibili un numero limitato di ricerche
c) La ricerca sia motivata
d) La comunicazione dei dati avvenga in modo tracciabile e sicuro
– Aggiungere un PIN al codice fiscale