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16 Dec

Wi-Fi libero, tutti contro il decreto Pisanu

dgmag - 27 novembre 2009
27 novembre 2009
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Avrà mai, l’Italia, un wi-fi libero? Forse sì e forse no ma la notizia di oggi è che è stata firmata da parlamentari di maggioranza e opposizione la proposta di legge 2962 che mira ad "incentivare l’utilizzo di punti di  accesso pubblici e senza fili per accedere ad internet".

A firmarla sono stati Michele Scandroglio (PdL), Antonio Palmieri (PdL), Roberto Cassinelli (PdL),  Paola Concia (PD) e Vinicio Peluffo (PD).

La proposta di legge, per fare in modo che il wi-fi non venga utilizzato in maniera impropria e soprattutto non crei problemi di sicurezza allo Stato, prevede lo sfruttamento della SIM telefonica associata all’utente, come spiega Roberto Cassinelli sul suo blog: "chi tenta di accedere ad Internet tramite una rete wireless pubblica viene bloccato da una finestra che richiede l’inserimento del numero di cellulare. Per potere navigare, l’utente sarà obbligato ad inserirlo. In pochi secondi, ed in via del tutto automatica, l’utente riceverà sul proprio telefonino un sms contenente un codice tramite il quale può sbloccare il sistema ed accedere senza problemi alla rete".

Proprio perchè andrebbe a modificare la legge Pisanu sulla sicurezza, spiega Cassinelli, "si delega il Ministro dell’interno a stabilire, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico ed il Ministro della pubblica amministrazione e innovazione, i casi in cui è necessaria l’identificazione dell’utente".

Anche i blogger si sono mossi in questo senso e Alessandro Gilioli, Sergio Maistrello e Raffele Bianco hanno lanciato l’iniziativa la Carta dei cento per il libero Wi-Fi che prevede una sorta di petizione per evitare il prolungamento del decreto Pisanu; si chiede dunque di eliminare l’obbligo, da parte di chi offre accesso a Internet, di registrare l’hot spot presso la Questura e a salvare i dati dei navigatori identificandoli con un documento.

Questo in considerazione del fatto che il decreto antiterrorismo, ad oggi, è assolutamente limitante per la crescita dell’Italia, uniso e solo Paese dove vincoli di questo tipo ancora esistono.

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