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17 Dec

La ‘Repubblica Cibernetica di Sardinia’

Gianfranco Mingione - 15 ottobre 2013
Gianfranco Mingione
15 ottobre 2013
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La Repubblica cibernetica di Sardinia. La lingua, come il dialetto è fondamentale e non serve pensare a nessun linguista o semiotico per capirlo. Rappresenta e diffonde la cultura di un popolo fatto di tante anime, ognuna importante quanto le altre. Come la lingua sarda che, seppur non inserita nell’insegnamento scolastico o nei documenti ufficiali emessi dagli enti pubblici, viene tuttora parlata dagli isolani nelle sue tre varianti. Ed è proprio per un mese che questa antichissima lingua, almeno sul web, ha riconquistato tutti i toponomi dell’isola!

Dietro la “rivoluzione web” che ha reso la Sardegna un po’ più “Sardinia” non c’è Google ma un vero e proprio blitz degli utenti di Facebook. Il primo sedicente rivoluzionario è stato proprio un utente del social network, arrabbiato per una recente disposizione governativa che impone ai comuni  dell’isola di togliere i cartelli bilingue, molto diffusi negli ultimi anni. Ecco che grazie all’applicazione Google Map Maker”, in grado di modificare i nomi delle località, Nuoro è diventata Nugoro, Oristano – Aristanis, Sassari – Tatari e Cagliari – Casteddu.

“Modifichiamo in Sardo i toponimi della Sardegna su Google Maps. Basta un click”. Al primo “rivoluzionario” se ne sono aggiunti molti altri e, seppur per un solo mese, la rivoluzione linguistica ha provocato una vera e propria riconquista del Sardo  sul web. Finché Google non si è accorto dell’azione e ha ripristinato i toponimi in lingua italiana. Chissà quando tutte le lingue avranno pari dignità culturale. Sarebbe un passo importante riconoscere in tutti i contesti il bilinguismo laddove esiste. Un passo verso il rispetto delle realtà territoriali che concorrono a formare una più vasta identità nazionale.

[foto: www.corriere.it]

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