0 Shares 16 Views
00:00:00
18 Dec

L’Italia vuole tassare Google

Michela Fiori - 13 settembre 2013
Michela Fiori
13 settembre 2013
16 Views

Nel 2012 Google ha pagato all’erario italiano 1 milione e mezzo di euro contro un fatturato di 50 milioni di euro. Una cifra modesta, ben al di sotto dei guadagni ottenuti vendendo pubblicità. La pacchia, però, potrebbe finire ben presto. Due emendamenti Pd inviati alla commissione Finanze della Camera per il voto di martedì prossimo sulla delega fiscale chiedono più imposte per i giganti del Web che operano in Italia.

Il tema di fondo , su cui sta riflettendo anche la Commissione Ue, è che le multinazionali del web, come Google o Facebook ad esempio, non pagano le tasse nei Paesi dove esercitano la loro attività economica ma in quelli dove hanno la sede legale. Un bell’affare insomma, soprattutto se pensiamo che la tassazione italiana è una delle più pesanti in campo europeo. Nel caso di Google poi il regime fiscale in cui opera è quello irlandese dove l’imposizione fiscale è più bassa rispetto agli altri paesi Ue. L’ipotesi di concorrenza sleale è di facile intuizione.

Il primo emendamento prevede che “chiunque venda campagne pubblicitarie on-line erogate sul territorio italiano, debba avere una partita Iva italiana, ivi incluse le operazioni effettuate mediante i centri media e gli operatori terzi”. Il secondo, più generico, “prevede che anche in Italia si introducano sistemi di tassazione delle imprese multinazionali basati su adeguati sistemi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale”.

Un tentativo di riequilibrare i rapporti tra fisco e aziende straniere insomma, ma una domanda sembra nascere spontanea: non sarebbe meglio ridurre innanzitutto il peso della tassazione italiana?

Loading...

Vi consigliamo anche