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18 Dec

Privacy: direttiva Ue viola i diritti

LaRedazione - 16 dicembre 2013
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16 dicembre 2013
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Si torna a parlare di privacy e anche di diritti digitali. Una direttiva UE sulla conservazione dei dati, violerebbe i diritti sulla privacy. La faccenda stavolta riguarda i fornitori di servizi di telecomunicazioni, dunque la cosa si fa alquanto scottante.

A parlare di diritti violati in questo campo è l’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Pedro Cruz Villalòn, che nei giorni scorsi si è pronunciato in merito alle istanze riunite presentate dalla Digital Rights Ireland, ossia dall’associazione che si occupa della difesa dei diritti digitali, e dalla Corte costituzionale austriaca.

L’avvocato è giunto a una conclusione che ha fatto scalpore e sta facendo discutere in tutta Europa: secondo Villalòn la direttiva europea sulla conservazione dei dati viola in modo grave il diritto fondamentale di tutti i cittadini al rispetto della propria vita privata, perché consente ai fornitori di servizi di telecomunicazioni telefoniche ed elettroniche di raccogliere e archiviare i dati sul traffico personale e anche il luogo in cui si svolgono le comunicazioni personali.

Questa accusa è un duro colpo alla 2006/24, ossia la Data Retention directive, la direttiva europea stilata quasi dieci anni fa che permette e autorizza i fornitori di servizi di telecomunicazioni alla raccolta e all’archiviazione dei dati relativi al traffico e all’ubicazione dei propri utenti, fino a un massimo di due anni. Questi dati vengono trattenuti per fini investigativi, come ad esempio per indagini di mercato o sui consumi, ma è evidente l’esistenza di un problema di privacy, considerando anche che spesso i clienti si dimenticano di aver dato il proprio consenso per questo lavoro sui propri dati personali.

Secondo la Carte dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ogni limitazione dell’esercizio di un diritto deve essere regolata dalla legge, mentre questa normativa relativa ai dati è in netto contrasto con questo principio. Ma c’è di più: secondo Villalòn questa direttiva europea autorizzerebbe i fornitori di servizi di telefonia a effettuare una vera e propria mappatura di dati, luoghi e comportamenti degli utenti, tutte cose che rientrano invece nella sfera privata, mentre in tal modo la riservatezza non esiste praticamente più e si permette ad estranei di conoscere tutto dei clienti.

Il rischio che preoccupa gli utenti e le associazioni di difesa dei diritti digitali è quello di un uso improprio nonché illecito di questi dati, con la conseguente possibilità di danni nei confronti dell’utente, considerando anche il fatto che i fornitori di servizi non hanno alcun obbligo di trattenere per sé i dati.

Secondo l’avvocato, inoltre, il trattamento di questi dati personali e soprattutto la localizzazione degli utenti dovrebbe essere riservata esclusivamente alle autorità giudiziarie qualora ce ne sia il bisogno per fini giudiziari, altrimenti i dati dovrebbero essere cancellati.

Villalòn ha dunque richiesto che la direttiva, accusata di violare il diritto di privacy quindi in netto contrasto con la legge, venga sospesa in attesa di adottare i provvedimenti giuridici del caso.

 

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