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Roma Web Fest 2013: ‘Vita da sciacalli’, intervista ai The JackaL

LaRedazione - 2 ottobre 2013
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2 ottobre 2013
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Roma Web Fest 2013, tra una proiezione ed una tavola rotonda, abbiamo letteralmente placcato gli “sciacalli” della The JackaL, all’ingresso del Teatro Golden, un giorno prima che facessero incetta di premi. Abbiamo scambiato due chiacchiere con quelli che sono, a nostro parere (e non solo) tra i videomaker italiani più promettenti di questa nuova generazione alla ribalta. Ecco la nostra intervista in esclusiva ad Alfredo Felaco, Simone Ruzzo e Ciro Priello.

Quali sono le vostre impressioni su questo Roma Web Fest?

Alfredo Felaco: Beh, è bene che si parli di web serie e che l’argomento venga messo alla prova anche a livello di pubblico. Vedere che c’è interesse aiuta anche noi ad andare avanti. Speriamo che ci siano altri festival del genere.

Secondo voi si sta muovendo qualcosa in Italia su questo versante?

Alfredo Felaco: Si sta muovendo, si sta muovendo. Difatti la riprova l’abbiamo avuta con alcune serie finanziate dalla Rai o che andranno in televisione, però ovviamente c’è molto ancora da fare affinché qualcosa che nasce sul web, dopo un finanziamento e dopo il passaggio allo schermo televisivo non perda la freschezza che è propria di un prodotto web.

Se venisse da voi un regista con l’intento di dirigervi, come vi comportereste?

Alfredo Felaco: Noi siamo una società di produzione, per cui penso che un regista avrebbe tutta un’altra impostazione di lavoro. A noi piacerebbe continuare a crescere come società di produzione indipendente, in fondo siamo già abbastanza strutturati, con una quindicina di persone che ricoprono i diversi ruoli. Siamo una società di produzione orientata per la maggior parte verso il web, realizziamo da sempre prodotti per il web. Abbiamo avuto anche esperienze televisive, piccole cose ma il nostro core business e il nostro pubblico sta principalmente online.

Avete avuto offerte dalla televisione per una delle vostre produzioni?

Simone Ruzzo: Si, Lost in Google ha avuto qualche offerta ma ha un piccolo problema, di durata. Nel senso che la prima puntata dura 5 minuti, la seconda 10, le ultime 2 sono di 20 minuti, quindi ci hanno suggerito di rimontare il tutto per adattarla ai blocchi televisivi ed ai loro tempi, che sono più rigidi rispetto a quelli per cui era stata pensata inizialmente.

A proposito di Lost in Google, avete previsto intanto un seguito, visto che è una cosa che in molti sperano?

Simone Ruzzo: Ci piacerebbe.

Ciro Priello: E’ una macchina veramente troppo grande da mettere in moto.

Alfredo Felaco: con Lost in Google ci abbiamo perso un anno in cui facevamo praticamente solo quello, perché tra ideazione, gestione e lettura di commenti…

Perché ricordiamo che i commenti che si vedono durante la serie sono tutti veri!

Alfredo Felaco: Si, assolutamente. C’era proprio una persona, il nostro sceneggiatore Fausto Rio, che stava lì a leggere tipo 10000 commenti a puntata.

Quindi, se pensate anche solo a questo, era una macchina che ogni volta ripartiva da zero e doveva riprodurre ogni volta una mole di lavoro non indifferente.

Simone Ruzzo: A livello produttivo era difficoltoso perché una cosa è prendere una troupe per 2 o 3 mesi e girare e un’altra è prendere una troupe per 2 settimane, fermarti, riscrivere un nuovo episodio, aspettare i commenti, riprendere la troupe, rigirare un’altra volta…

La trovata dei commenti l’abbiamo trovata davvero geniale, perché in questo modo il pubblico stesso fa le veci del famoso elemento comico presente nei film d’azione o thriller, che di solito è impersonato da un attore.

Ciro Priello: È proprio il pubblico la chiave! Uno dei motivi principali per cui è nata Lost in Google è proprio che molto spesso i commenti sono la parte più geniale di un video.

Ma com’è nato veramente il progetto Lost in Google?

Alfredo Felaco: Allora, dovete sapere che noi siamo partner di YouTube. Un giorno dovevamo andare ad un incontro fissato nella sede di Google a Milano e noi fantasticavamo: “T’immagini, vai dentro Google e lì trovi il signor Google a cui puoi fare le domande e lui ti risponde…”. L’idea è partita da lì e abbiamo cominciato piano piano a realizzarla.

Simone Ruzzo: Poi da lì ci siamo comunque divertiti a leggere i commenti, perché la cosa positiva di YouTube è che una volta che tu pubblichi qualcosa vedi in tempo reale il responso del pubblico, la loro reazione, magari ti danno anche dei suggerimenti e da lì è venuta la cosa di aggiungerli nei video.

La cosa che ci ha stupito dei videomaker che sono presenti al Roma Web Fest è che al contrario di molti prodotti “discutibili” che arrivano in televisione, magari realizzati con budget milionari, qui si vedono davvero cose validissime che possono competere con le serie americane tanto di moda in questo periodo. È così facile come sembra?

Alfredo Felaco: No, assolutamente! Diciamo innanzitutto che non lo so se la maggior parte di queste serie veramente siano valide. È difficile trovare le web serie che non si ripetano e che siano originali.

Vi seguiamo da tempo e possiamo dire che anche i vostri primi lavori risultano divertenti e tecnicamente validi nonostante fossero realizzati con budget bassissimi. Oggi com’è il vostro modus operandi?

In coro: Anche oggi è così, sempre pochi soldi…

Alfredo Felaco: Dietro ogni prodotto c’è sempre un sacco di lavoro che nasce essenzialmente dalla volontà di ognuno di noi e dal divertimento che tale lavoro ci porta.

Simone Ruzzo: Adesso addirittura ci siamo evoluti, siamo diventati una società di video produzione, lavoriamo con aziende per la realizzazione di video virali per internet, spot, videoclip musicali ed abbiamo, di conseguenza, anche la parte commerciale che, con il suo lavoro, ci aiuta a sostenere il reparto fiction quando non c’è la possibilità di product placement. Quindi comunque una produzione c’è, alcune volte investiamo di più, altre volte meno. Di solito le cose che piace di più fare sono quelle che portano meno soldi, ma adesso le cose stanno un po’ cambiando per fortuna.

Parliamo un po’ del video virale di presentazione del Roma Web Fest. La Buoncostume vi ha imposto alcune direttive su come girarlo o avete avuto carta bianca?

Alfredo Felaco: Con La Buoncostume ci conoscevamo già da prima, siamo grandi amici; ci hanno chiesto il nostro parere e la nostra disponibilità, poi ognuno ha realizzato il suo pezzo con la massima libertà su come interpretarlo e loro hanno effettuato il montaggio finale. Il risultato è quello che avete potuto vedere.

Simone Ruzzo: Il momento più divertente nel video è stato quello tra noi e i The Pills; abbiamo improvvisato con quella presa in giro, e solo alla fine, quando ci hanno mostrato la clip, ci hanno detto che anche i The Pills ci prendono in giro!

Fate anche altro nella vita o riuscite a lavorare solo con la vostra società di video produzione?

Ciro Priello:  No, no, siamo sciacalli a tempo pieno, dalla mattina alla sera!

Quali sono gli altri eventi durante il quale vi è incontrate voi youtuber, magari anche eventi un po’ più di nicchia?

Alfredo Felaco: ci siamo riuniti al Comicon di Napoli, che è una convention sui fumetti di cui abbiamo organizzato ad aprile scorso la sezione web serie. È stato un incontro cui erano presenti quelli de La Buoncostume, il regista di Kubrick, i The Pills, c’erano un po’ tutti gli youtuber d’Italia.

La realtà che stiamo apprezzando in questi giorni di festival è davvero come sembra, con i videomaker italiani così amici e collaborativi tra loro? È reale questo piacere nello scambiarsi le idee che si percepisce dall’esterno oppure, come in tutte le scene artistiche italiane prima o poi subentrano le invidie?

Simone Ruzzo: No, ancora non ci odiamo così tanto. Al momento è un ottimo ambiente!

Ci sono serie americane o italiane a cui vi ispirate?

Tutti: Breaking Bad!

Alfredo Felaco: È quella in assoluto che stiamo amando e seguendo di più, ma io amo anche tantissimo Doctor Who, una bellissima serie inglese che ha in sé la parte comica e la parte fantascientifica e che da un certo punto di vista ha rappresentato una delle più grandi ispirazioni per Lost in Google.

Simone Ruzzo: A me piacciono anche molto sitcom come Scrubs e The Big Bang Theory.

Progetti aperti in questo momento?

Alfredo Felaco: beh questa sera alle 21:00 (del 26 settembre, ndr) sarà proiettato il trailer di un nuovo cortometraggio che abbiamo girato, “The Parker”, il seguito del nostro precedente lavoro, uno dei più famosi: “The Washer”. Il protagonista è un parcheggiatore abusivo, quindi sarà rappresentato l’eterno conflitto tra l’uomo e il parcheggiatore abusivo. Lo abbiamo girato la settimana scorsa anche con un po’ di budget e ci siamo divertiti davvero un sacco, abbiamo fatto addirittura riprese molto spettacolari attaccando la telecamera dappertutto, un po’ alla Breaking Bad! Ne vedrete delle belle!

E come fare a non credergli…

 

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