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13 Dec

Sicurezza online: a rischio le password salvate su Chrome

LaRedazione
22 agosto 2013
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Polemica sulla sicurezza online: sarebbero a rischio le password salvate su Chrome, uno dei più celebri e conosciuti browser in circolazione. Sarebbe stato Elliot Kemper, di professione sviluppatore di software, ad accorgersi della particolarità, notando come in realtà Chrome tenga salvate nel suo particolare portachiavi tutte le password registrate dall’utente in un dato computer. Basta dunque essere a conoscenza della procedura ed andare sulla zona del menu di Chrome dedicata ai settaggi delle password, per scoprire quelle che sono le password salvate e utilizzate dagli utenti su quella particolare macchina. Dunque, non è necessario essere hacker per riuscire a venire a capo della cosa, ed anzi chiunque possa utilizzare quello stesso computer, essendo a conoscenza di questo particolare può arrivare a scoprire le password che sono state utilizzate sullo stesso.

In realtà, il problema riguarderebbe anche altri browser come Firefox, e non si tratterebbe di un vero e proprio bug, bensì di una determinata politica messa in atto da Google (azienda sviluppatrice del browser Chrome) che secondo Elliot Kemper non sarebbe chiara nei confronti degli utenti, e metterebbe a repentaglio la sicurezza dei dati e delle password. Questo perché secondo Kemper, proprio tra gli utenti stessi non c’è in realtà una vera consapevolezza dei rischi ai quali sono esposti i loro dati online, pensando che la sicurezza di una password sia quella equivalente ad un bunker violabile solo dagli hacker più esperti. Una mancanza di informazione che a parere di Kemper, dovrebbe essere colmata dalle stesse aziende come Google, che dovrebbero quindi intraprendere una politica più chiara e trasparente in tema di sicurezze online.

Al vespaio che si è alzato su internet in merito alla questione, Google ha deciso di rispondere prontamente, tramite Justin Schuh che all’interno dell’azienda ricopre proprio il ruolo di responsabile della sicurezza dei dati, sottolineando come i rimedi proposti da Kemper, come l’utilizzo di una password ‘master’, siano in realtà dei palliativi che finirebbero anzi col diminuire il livello di sicurezza per gli utenti. L’inviolabilità dei dati e delle password resta una delle priorità per Google, e Schuh ha sottolineato come ogni anno l’azienda di Mountain View investa una grande quantità di risorse per cercare di perfezionare questo aspetto, e rendere dunque la sicurezza online degli utenti una priorità. Secondo Schuh è importante impostare all’interno del sistema operativo il proprio profilo utente, per evitare a monte qualunque intrusione indesiderata. Una mossa che secondo Kemper può essere utile ma non risolutiva: e dunque il botta e risposta in rete sul tema è destinato a continuare.

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