0 Shares 12 Views
00:00:00
16 Dec

Ci siamo, Twitter sbarca a Wall Street con 18 miliardi di valutazione

LaRedazione - 7 novembre 2013
LaRedazione
7 novembre 2013
12 Views

Alla fine il gran giorno è arrivato: Twitter ha fatto il suo debutto a Wall StreetDa tempo si vociferava di un probabile ingresso in borsa da parte della piattaforma di microblogging che, da un po’ di tempo a questa parte, si sta dimostrando ben più di una semplice alternativa a Facebook: basti pensare che il valore complessivo di mercato della società (che vanta ben 2300 lavoratori alle proprie dipendenze) con sede a San Francisco è stimato intorno ai 18 miliardi di dollari, mentre ogni singola azione che verrà scambiata all’interno del NYSE vale 26 dollari.

Si tratta di un vero e proprio evento per quanto concerne il mondo dei mercati finanziari, l’ingresso di Twitter è il più chiacchierato dopo quello di Facebook, che da luglio 2012 fa parte del listino Nasqad.

Nel momento esatto in cui Twitter bussa alle porte di Wall Street, la piattaforma di microblogging può vantare qualcosa come 230 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo e 420 milioni di ricavi: si tratta di numeri da capogiro che testimoniano la grandezza della società, la quale intende aumentare, se possibile, i fatturati da qui al 2015.

Particolare anche la scelta del listino: come accennato poco fa, Facebook e Google avevano deciso di quotarsi sul Nasqad, Twitter (proprio come LinkedIn) ha invece deciso di andare controcorrente e di entrare a far parte del NYSE; ciò costituisce, di fatto, una piccola rivincita della “old economy” rispetto alla sbandierata “new economy”.

A occuparsi dell’andamento dei titoli in borsa di Twitter ci penserà Anthony Noto, esperto analista di fama internazionale e personalità nota sin dai tempi del primo scoppio della bolla internet, avvenuto all’inizio degli anni Duemila. Noto è uno dei pochi in grado di garantire capacità ed esperienza in grado di far fruttare l’enorme popolarità di cui gode Twitter e trasformarla in un qualcosa di molto redditizio.

Non dimentichiamo, infatti, che a fronte dei 400 e passa milioni di utili fatti registrare da Twitter fino a settembre 2013 vanno registrate anche le ingenti perdite che ammontano a 134 milioni, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Inoltre pesa anche l’incognita di un eventuale flop, ipotesi tutt’altro che remota considerando quanto accaduto con Facebook, il cui valore delle azioni è drasticamente sceso dal giorno del debutto a oggi.

Ciò fu dovuto, sostanzialmente, da un paio di fattori: gli investitori avevano sopravvalutato il valore effettivo delle azioni, mentre i tecnici commisero una serie di imperdonabili errori nel giorno dell’Ipo. In ogni caso, chi avrà le spalle ben coperte e introiti assicurati saranno le banche come Goldman-Sachs, Jp Morgan e Deutsche Bank, che si sono occupate di organizzare la quotazione e otterranno delle percentuali di commissione molto importanti.

Adesso che Twitter è sbarcata a Wall Street sta a Dick Costolo (ad di Twitter) e Jack Dorsey cercare di non commettere gli stessi sbagli di Zuckerberg.

 

Loading...

Vi consigliamo anche