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15 Dec

Facebook apre ai contenuti violenti: è polemica

Michela Fiori
23 ottobre 2013
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Facebook negli ultimi tempi è in vena di cambiamenti. Dopo aver modificato le impostazioni sulla privacy e reso pubblici anche i post pubblicati dai minorenni, Zuckeberg ne ha fatta un’altra delle sue. Il popolare social network ha deciso di aprire ai contenuti violenti. La decisione neanche a dirlo ha scatenato accese polemiche da più parti. Non ultimo il premier inglese David Cameron che ha definito “irresponsabile” il cambio di politica.

Nell’optare per il via libera ai video violenti (di morti ammazzati per intenderci) Facebook si affida “alla buona fede” degli utenti che, ad oggi, hanno superato il miliardo. Sarà possibile in sostanza condividere tutte le scene di umana aberrazione purché motivati dal sano spirito di denuncia, spirito che Facebook ritiene appartenere alla maggioranza delle persone iscritte. Saranno accettati video di decapitazioni e violenze purché non accompagnati da commenti di giustificazione o addirittura apologetici.

“Facebook – afferma lo staff di Zuckeberg in un comunicato – è sempre stato un luogo dove le persone mettono in comune le loro esperienze, particolarmente quando sono esperienze collegate a eventi controversi, ad esempio abusi di diritti umani, atti di terrorismo e altri eventi violenti. La gente mette questi eventi sul proprio profilo per condannarli. Se dovessero essere celebrati o dovessero servire come incoraggiamento il nostro approccio sarebbe diverso”.

Il dubbio però che ci siano altri fini oltre a quello di denuncia viene. Una strana legge del marketing e di conseguenza del mercato vuole che i contenuti più visualizzati sulla rete siano proprio quelli con contenuti grotteschi e violenti. Che il buon Facebook voglia guadagnare anche sulla violenza? La condivisione di questo tipo di contenuti rischierebbe di scatenare la curiosità morbosa delle persone e di oltraggiare le vittime una seconda volta. Che qualcuno li fermi.

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