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17 Dec

Facebook: premiati gli hacker che trovano bug

LaRedazione - 6 agosto 2013
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6 agosto 2013
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Facebook è di certo il social network più adoperato al mondo, nonostante l’agguerrita concorrenza di Twitter, ma non propriamente il più sicuro e privo di falle. Il numero uno Zuckerberg sa bene tutto ciò e così ha indetto una sorta di bando. Si chiede aiuto agli stessi utenti, chiamati a diventare dei Bounty Bug (ecco il nome della campagna). Ciò che Facebook chiede è di intaccare il suo stesso sistema, evitando però di sfruttare la falla trovata, anzi denunciandola alla stessa ditta, la quale si appresterà a fornire un adeguato compenso. Fino a oggi questa campagna ha già comportato un esborso da parte di Facebook di ben un milione di dollari.

Il Bounty Bug è una vera caccia al tesoro, che per lo più ha attirato degli esperti informatici che, cosa curiosa, sono per la maggior parte degli hacker, ovvero i principali nemici di grandi colossi come Facebook, i quali però, pur di ottenere un compenso in denaro, hanno deciso, almeno per un po’, di cambiare fronte di battaglia.

L’operazione è stata un vero e proprio successo, e a dimostrarlo sono le percentuali rese pubbliche dalla stessa società, che confermano come la caccia al tesoro abbia coinvolto molti paesi al di fuori degli Stati Uniti. Addirittura l’80% di coloro che hanno ricevuto un pagamento non è un cittadino statunitense. Fra i vincitori ci sono anche alcun italiani, tra cui il più giovane ha appena tredici anni. Tutti insomma sono a caccia del proprio personale tesoro, che al momento ha fatto registrare la quota più bassa con cinquecento dollari, mentre la più alta è stata di ventimila.

Per poter ricevere del denaro però occorre passare attraverso un percorso, che prevede principalmente l’identificazione del bug, ovvero della falla. Dopo averla trovata l’utente dovrà affrettarsi, prima che qualcun’altro nel mondo lo faccia al posto suo, a denunciarla a Facebook, che metterà in azione un gruppo di esperti, incaricato di valutarne la gravità.

Sono di certo tantissimi gli utenti “normali” che incappano in un bug senza neanche accorgersene, ma soltanto un hacker, o in generale un esperto tecnico informatico, hanno l’occhio abbastanza allenato da poterli riconoscere, e soprattutto valutarne in un attimo la gravità e dunque, in questo caso, il valore economico. Che sia questo un primo passo per inserire i temibili hacker in un sistema controllato e onesto?

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