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12 Dec

Facebook: ricercatore viola il profilo di Mark Zuckerberg

LaRedazione
19 agosto 2013
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Un ricercatore ha superato le difese di Facebook ed è riuscito a violare il profilo di Mark Zuckerberg. E’ stato un ragazzo palestinese a sfoderare le sue doti da hacker proprio sul profilo dell’inventore di uno dei più popolari social network del mondo.

Una mossa che affonda le sue radici a quando il ricercatore palestinese ha individuato, nell’architettura di Facebook, una falla che permette di scrivere sulle bacheche di tutti gli utenti della piattaforma sociale, a prescindere se si avesse o meno l’amicizia. La scoperta ha portato l’uomo a segnalare direttamente a Facebook il bug, ma il servizio tecnico aveva preso decisamente sotto gamba la cosa, liquidando la segnalazione come un falso allarme. A questo punto Khalil Shreateh, questo il nome del ricercatore informatico palestinese, ha deciso di non andare troppo per il sottile e di compiere un gesto chiaro ed eclatante, che permettesse alla direzione di Facebook di rendersi conto dell’effettiva esistenza del problema. E così, il suo messaggio che evidenziava la falla nel sistema di Facebook, è stato pubblicato direttamente sulla bacheca del grande capo, quella di Mark Zuckerberg.

Una mossa rivelatasi vincente in questo senso, visto che i tecnici del social network si sono in questo caso immediatamente attivati, innanzitutto sospendendo l’account di Shreateh, quindi chiedendo spiegazioni sull’accaduto. Il ricercatore palestinese ha dunque di nuovo spiegato di aver individuato un bug nella sicurezza del sistema, e stavolta la sua segnalazione è stata presa assolutamente sul serio. La sospensione in via precauzionale dell’account di Shreateh è stata annullata, e da Facebook si sono fatti consegnare una relazione con tutti i particolari sulla possibilità di scrivere anche sulle bacheche degli utenti con i quali non si ha l’amicizia. I tecnici hanno anche spiegato di non essere intervenuti prima, in quanto la segnalazione era frammentaria e non sembrava mettere in evidenza un reale problema nel sistema. Il che sembra però una marcia indietro piuttosto tardiva, in quanto è evidente che la segnalazione di Shreateh non è stata affrontata con la dovuta attenzione, mentre l’aver violato il profilo del numero uno di Facebook, ha provocato una reazione ben più pronta.

Uno scherzetto dunque perfettamente riuscito per il ricercatore palestinese, dunque, l’unico problema è che nelle tasche di Shreateh non finiranno i cinquecento dollari che Facebook riconosce come premio a tutti coloro che riescono ad individuare falle nel sistema e a segnalarle. Nonostante la responsabilità della mancata efficacia della prima segnalazione sembri tutta dei tecnici di Facebook, l’aver messo in pratica gli effetti del bug in maniera così eclatante, ha contribuito alla decisione di non corrispondere la ricompensa. Poco male, se rapportato al quarto d’ora di gloria guadagnato da Shreateh.

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