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16 Dec

Google: presto le facce degli utenti nelle pubblicità online

LaRedazione - 14 ottobre 2013
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14 ottobre 2013
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Come già Facebook, anche Google inizierà ad utilizzare le foto dei propri utenti a fini promozionali. Google ci avvisa del cambiamento apportato ai termini di servizio e chi ha un account sulla piattaforma, non può non aver visto l’alert che spiega agli utenti cosa avverrà.

Certo, la partecipazione ad un social network prevede che i propri contenuti vengano condivisi con gli altri utenti, ma fino a quando l’utente ha la possibilità di scegliere cosa e con chi condividere, niente da eccepire, che sia invece il sistema a decidere come utilizzare i contenuti degli utenti a scopi commerciali può essere opinabile.

Non facciamoci illusioni, né Google né Facebook offrono un modo per mettere in contatto un così elevato numero di utenti per offrire un piacevole servizio all’umanità. La vera forza dei social network è data dai dati che questi riescono a raccogliere sui proprio utenti. Ciascuno ha un profilo dal quale emergono gusti, preferenze e abitudini che sono una vera e propria miniera d’oro per le aziende che puntano a fare pubblicità mirata, ovvero una pubblicità che va a proporsi non a tutti in modo indiscriminato, ma in maniera particolare alle persone alle quali potrebbe effettivamente interessare.

E’ proprio questo grande bagaglio di informazioni che fa gola a molti e che permette, in questo caso a Google, di lucrare sui contenuti pubblicati dagli utenti, utilizzandoli per annunci pubblicitari di aziende di vario genere.

Per fare un esempio un “+” o un commento fatto in merito ad un ristorante in cui siamo stati, potrebbe comparire associato alla pubblicità di tale ristorante. Un nostro apprezzamento di un gruppo musicale potrebbe essere utilizzato per promuovere il prossimo album in uscita e via dicendo.

La cosa che ci lascia ancora più perplessi è che questo nuovo modo di fare pubblicità, chiamato “shared endorsement” o anche “social advertising“, potrà, secondo quanto annunciato da Google, evadere anche i margini del social network. In poche parole, per quanto riguarda gli utenti di Google+, i contenuti postati potranno essere adoperati per comunicazioni promozionali anche al di fuori della piattaforma Google+.

Cosa ne è della privacy? Qui ci sarebbe da dire che chi aderisce ad un social network, dovrebbe avere quantomeno un minimo di consapevolezza e impostare il proprio account in modo da decidere cosa condividere e a quali informazioni lasciare libero accesso ed utilizzo alla piattaforma.

A ben guardare, se andiamo a controllare le impostazioni del nostro account Google, troveremo la sezione riguardante i contenuti condivisi e qui è possibile togliere la spunta all’opzione che prevede l’utilizzo di questi nelle pubblicità. Se non vogliamo quindi che la novità introdotta abbia influenza sui nostri contenuti, dobbiamo subito  disattivare  questa opzione.

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