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15 Dec

Hackers: rubati 2 milioni di credenziali

LaRedazione - 6 dicembre 2013
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6 dicembre 2013
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attacco hacker social network

Un nuovo devastante virus informatico ha colpito in particolar modo l’Europa nell’ultimo mese, e le cifre di questo attacco hacker sarebbero devastanti: due milioni di password e codici di social network come Facebook e Twitter, ma anche dati sensibili come buste paga online, sarebbero stati rubati dai pirati informatici.

L’allarme è partito dai laboratori di Trustwave, istituto di ricerca informatica che si occupa di monitorare l’attività in rete degli hacker, ed in generale di segnalare le violazioni più importanti. L’attacco si sarebbe concentrato prevalentemente in Danimarca e nei paesi scandinavi, ma si è diffuso con il passare delle settimane in tutto il Vecchio Continente, mettendo a repentaglio i dati sensibili di milioni di utenti.

Le cifre dei dai rubati sarebbero effettivamente impressionanti: 318.000 account su Facebook e 22.000 su Twitter sarebbero finiti nelle mani dei pirati informatici, che si sarebbero anche impossessati delle password di oltre 60.000 account di posta Yahoo, oltre 70.000 di Gmail e Google Plus, 8.000 di Linkedin (particolarmente usato da chi cerca lavoro, e dunque carico di curriculum vitae) ed altri siti minori per circa 2 milioni di password complessivamente rubate.

Ma non è finita qui visto che l’attacco informatico avrebbe investito in pieno anche Adp, una delle maggiori aziende a livello europeo che si occupa di compilazione ed archiviazione di buste paga online per migliaia di lavoratori. Adp ha comunque sottolineato come gli hacker potrebbero effettivamente aver avuto accesso alle buste paga archiviate nel sistema, ma non sono riuscite a compromettere lo stesso, con gli account degli utenti che sono dunque rimasti ‘integri’ e possono essere riportati in sicurezza semplicemente cambiando la password.

Una misura temporanea che non placa le preoccupazioni degli utenti, e l’intera vicenda riporta comunque prepotentemente in primo piano la discussione riguardo la sicurezza dei dati sensibili online.

Anche perché l’attacco in questo caso sarebbe partito molti giorni fa, all’incirca il 21 ottobre scorso, e dunque le aziende coinvolte non sono riuscite tempestivamente a rendersi conto dell’accaduto. A distanza di oltre un mese gli utenti ‘attaccati’ sono stati avvisati ed i sistemi resettati, ma l’attacco potrebbe essere ancora in corso visto che non tutte le fonti sono state individuate, e gli hacker potrebbero ancora muoversi sottotraccia per mettere le mani su altri dati.

Il boom dei social network e la condivisione di dati sensibili sempre più massiccia ha d’altronde agevolato i pirati informatici, ed i sistemi di sicurezza di piattaforme social e i siti aziendali faticano a proteggersi dagli attacchi degli hackers.

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