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M’ama, non m’ama? Può dirmelo Facebook con un algoritmo

LaRedazione - 10 novembre 2013
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10 novembre 2013
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L’amore ai tempi di Facebook. Due ricercatori hanno potuto stabilire il livello di solidità della coppia attraverso l’ideazione di un algoritmo. Si tratta di Lars Backstrom, ingegnere tra le punte di diamante del team di Facebook, e il dottor Jon Kleinberg della Cornell University, che hanno iniziato a studiare i comportamenti di centinaia e centinaia di migliaia di utenti (il campione iniziale è partito da un milione e trecentomila iscritti a Facebook) che affermavano di avere una relazione di tipo sentimentale tra loro.

Studiando i loro comportamenti e le loro interconnessioni all’interno del popolare social networl, Kleinberg e Backstrom hanno così compreso quale potesse essere il futuro di una coppia e quindi -se sia destinata a durare oppure a naufragare nel tempo e quale possa essere la loro potenziale solidità.- Non sono mancate però le polemiche riguardo a questa iniziativa. Lo studio infatti è partito da un assunto che inizialmente era stato definito dagli osservatori piuttosto semplicistico, ovvero: valutare gli amici in comune e capire quanto la persona amata sia inserita nelle cerchie frequentate nella vita reale per comprendere quanto sia inserito nell’intelaiatura relazionale della propria esistenza.

Il che ha procurato anche delle obiezioni: non sempre il numero di amici in comune rivela la solidità di un rapporto quanto piuttosto la sua durata di lunga data. Kleinberg e Backstrom hanno allora provato a perfezionare il loro algoritmo mettendosi a studiare le interconnessioni dei partner con la propria cerchia di amici valutando come ‘dispersione’ il più ampio raggio in cui le proprie conoscenze riescono ad allacciarsi con quelle della persona con la quale si ha una relazione. Il che ha portato i due ricercatori a stabilire che ad un maggiore livello di dispersione corrisponde un maggior livello di solidità della coppia.

Insomma tanto più è articolata la propria rete di conoscenza e tanto essa è comune al proprio partner anche in termini di interazioni sociali, tanto più la coppia è destinata a durare nel tempo. Anche questo sistema non sembra però aver convinto gli osservatori e soprattutto gli utenti che hanno sottolineato come l’algoritmo spesso fallisca nell’individuare il partner nella propria cerchia di contatti su Facebook quando esso non è specificato. Un’ultima obiezione è stata poi sollevata riguardo al fatto che il tutto può essere inteso come un’enorme ricerca di marketing (settore per il quale Backstrom lavora per Facebook), che peraltro violerebbe anche in parte la privacy degli utenti.

Non resta che sperimentare l’algoritmo di questi due ricercatori di facebook e valutare quanto solida e stabile sia la vostra coppia in base alle interazioni comuni sul social network.

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