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15 Dec

Twitter vola verso Wall Street. La pubblicità è la sua vera forza

LaRedazione
22 agosto 2013
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Twitter a Wall Street? E’ quello che si supponeva. Adesso pare che la piattaforma di microblogging stia entrando nel vivo della situazione, ricevendo conferme che arrivano direttamente degli incontri con diversi istituti bancari.

Questo è uno dei primi passi, fondamentali, fatti per identificare quale tattica sia meglio scegliere per ottimizzare l’ingresso in borsa del social network. Twitter preferirebbe che questa sua entrata fosse accompagnata da poco clamore, sposando così un basso profilo che la proteggerebbe da cadute di immagine nell’eventualità di flop iniziali. Deduzione più che logica dopo aver considerato l’esempio di quanto passato dall’altro colosso dei social, ossia Facebook che solo recentemente, e dopo più di un anno passato con azioni al di sotto del prezzo iniziale, ha riagguantato il valore con il quale si era presentata a Wall Street.
Twitter vuole entrare come una public company anche perché è conscia del fatto che occorre ancora percorrere molta strada verso la monetizzazione della piattaforma e perché non vuole correre il rischio di vedersi deprezzare azioni lanciate ad un falsamente gonfiato costo di partenza che non potrebbe mantenersi costante.

Con stime che danno a Twitter un valore di 10 miliardi di dollari e con ricavi presunti per l’anno in corso di oltre 580 milioni di dollari e con una ipotesi di passare il miliardo di ricavi nel 2014, la società ha già avviato una serie di incontri con le banche per studiare una strategia atta a generare una offerta che risulti interessante ai potenziali investitori.
La Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan, Bank of America, sono le entità finanziarie che vorrebbero entrare in joint per ottenere una quota di questa operazione, convinte che l’operazione rappresenterebbe una significativa attrattiva per gli investitori. Tanto più che Twitter sta guadagnando, a discapito di Facebook, delle importanti quote di mercato soprattutto tra i giovani e questo rappresenta un ottimo stimolo per gli inserzionisti pubblicitari che apprezzano non poco questa utenza.

Da uno studio condotto da una nota azienda di statistiche, negli USA un terzo dei giovani utilizza Twitter, con un sostanzioso aumento del 16% rispetto allo scorso anno e per ogni nuovo utente che viene catturato dai cinguettii, aumenta di conseguenza l’interesse dei pubblicitari.
In effetti è proprio grazie a questi introiti che la società incassa la metà dei suoi ricavi, con una previsione esponenziale destinata ad incrementarsi nell’immediato futuro. Cosa di enorme interesse per le banche che vedono crescere una gallina dalle uova d’oro che possono in qualche modo commercializzare con l’entrata in Wall Street facendo riferimento ad oltre mezzo miliardo di utenti che rappresenta un bacino di tutto rispetto di potenziali clienti per investitori di pubblicità.
E’ più che una sensazione, quindi, l’idea che presto la severa Borsa di New York ospiterà l’uccellino celeste più conosciuto al mondo.

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