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Bollette a 28 giorni: come chiedere il rimborso

La Redazione - 28 dicembre 2017
La Redazione
28 dicembre 2017
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Bollette a 28 giorni. Come chiedere il rimborso

La discussione degli ultimi giorni verte sul famoso trucchetto che è stato ideato da molte compagnie telefoniche tra le quali spiccano grandi aziende come Wind, Tim, Fastweb, Tre e Vodafone, ma anche alcune pay Tv Sky. Si è trattato di un lucrare ai danni degli utenti che hanno gonfiato in maniera imbarazzante le tasche delle varie compagnie, facendo pagare circa mezzo mese in più all’anno. Una spesa non indifferente per le tante famiglie. Questa pratica finalmente pare sia giunta al termine poiché è stata dichiarata illegittima, anche se la sua messa la bando non è stata un’impresa da poco. Un primo significativo intervento si è avuto grazie all’Agcom e poi al Governo. Attraverso questa pratica scorretta si è avuto un rincaro di bollette pari a circa l’8,6% in più a famiglia per ogni anno, determinando un guadagno illegittimo della compagnia. Ci si è ritrovati in una situazione molto strana. Infatti come il lavoratore percepisce la tredicesima, così le varie aziende si sono trovate ad accaparrarsi tale diritto che non gli spettava. In questo modo è stato anche violata la fiducia con i consumatori che sono sempre più attenti ai loro diritti.

Resta il fatto che i consumatori possono chiedere un rimborso di quanto indebitamente versato con le eccedenze. In ogni caso tutte le compagnie telefoniche dovranno restituire il mese in più che ogni singolo consumatore ha dovuto versare per avere un servizio già pagato. Vi sarà l’obbligo per le compagnie di versare un indennizzo forfettario che non deve essere inferiore a 50 euro. Il calcolo dell’indennizzo deve essere calcolato su una maggiorazione di 1 euro per ogni giorni di fatturazione che è stata dichiarata illegittima, e verranno aggiunti altri interessi maturati sulle somme che sono state versate in maniera ingiusta. Per ottenere i rimborsi si possono percorrere due vie. La prima è quella di rivolgersi ai Co.re.com, cioè i comitati regionali per le comunicazioni, che hanno come compito quello di conciliare sulle controversie tra operatori ed utenti ed è un organo funzionale all’AGcom. La seconda via percorribile è quella di inviare una lettera di reclamo in cui si specifica quanto è stato versato in eccedenza alla propria compagnia telefonica.

[Foto: www.liberoquotidiano.it]

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