0 Shares 208 Views
00:00:00
15 Aug

Vendere cibo scaduto a prezzi stracciati per lottare contro gli sprechi alimentari

La Redazione - 8 dicembre 2017
La Redazione
8 dicembre 2017
208 Views
Vendere cibo scaduto a prezzi stracciati

La nostra è notoriamente la società dello spreco. Per capire l’entità del fenomeno, basterebbe ricordare come solo in Italia, ogni anno, vengano sprecati circa 16 miliardi di euro sotto forma di cibo commestibile, ovvero l’equivalente dell’1% del PIL.
Anche il Regno Unito ha naturalmente lo stesso problema, ma proprio da oltre Manica sembra ora arrivare l’antidoto agli sprechi alimentari, sotto forma di vendita dei cibi scaduti a prezzi praticamente stracciati.

L’idea è stata varata da East of England Co-op, una catena di supermercati britannica operante nell’East Anglia, che è partita da un dato ben preciso: ogni anno, nel Paese, vengono buttate via oltre sette milioni di tonnellate di cibo, soltanto perché i sudditi del Regno dopo aver guardato alla data scadenza si rendono conto di averla oltrepassata.
Il problema è che la celebre dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro” non rappresenta un termine ultimativo, ma praticamente un consiglio, mentre nella realtà il prodotto potrebbe essere comunque ancora valido e quindi potrebbe essere consumato in un termine più ampio.

La catena britannica è partita proprio da questo presupposto per mettere in vendita cibo scaduto a prezzi irrisori, ovvero dieci centesimi, lasciando comunque la data di scadenza per dare modo al consumatore di rendersi conto degli eventuali rischi.
La risposta della clientela è stata entusiastica, tanto da portare al tutto esaurito nell’arco di poche ore. Un esito che ha confermato la giustezza della linea adottata dallo stesso governo di Sua Maestà, nell’ambito dell’iniziativa “Don’t be a binner, have it for dinner”.
Andrebbe naturalmente precisato come non tutti i cibi messi in vendita possano essere consumati con la stessa tempistica e come in conseguenza di ciò i supermercati abbiano messo in vendita prodotti come riso, caffè, cereali, patatine, legumi e altri, escludendo in partenza quelli come la carne, il latte o il pesce, per i quali le regole di conservazione sono naturalmente molto più rigide, tanto da necessitare di apposita etichetta recante la dicitura “use by”.

Oltre al plauso delle agenzie governative, l’iniziativa di East of England Co-op è piaciuta molto anche alla concorrenza, che ora sembra intenzionata a replicarla all’interno delle proprie strutture. A giovarsene sarà proprio la lotta allo spreco alimentare, che sembra ormai necessaria di fronte a usi sempre più consolidati.

[Foto: www.brexit-news.de]

Loading...

Vi consigliamo anche