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Social: ‘Hai un buono Ikea da 500 euro’, ennesima bufala via Whatsapp

Gianfranco Mingione - 25 gennaio 2018
Gianfranco Mingione
25 gennaio 2018
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Nuova bufala viaggia su Whatsapp. Ormai siamo abituati a leggere molti messaggi attraverso lo smartphone e tra questi, purtroppo, ci sono anche i soliti messaggi-bufala come quello che sta girando su Whatsapp e che riguarda l’Ikea. Non è la prima volta che il colosso svedese dell’arredamento fai da te viene preso di mira. Nel messaggio c’è scritto che è possibile riscuotere un buono da 500 euro ma è tutto falso. Il testo riporta quasi sempre la seguente frase: “Hai visto mai… pensavo che era una fregatura e invece l’ho appena preso!” al quale segue un link.

Non aprire quel link. Se si clicca sul link riportato nel messaggio, si accede ad un sito e all’utente viene richiesto di rispondere a quattro domande inerenti l’Ikea: ad esempio “compri spesso da Ikea?” o “sei mai stato insoddisfatto di un nostro prodotto?”. Una volta risposto a tutte le domande, se si vuole ricevere il fantomatico bonus, si deve prima condividere il test con 15 gruppi o amici su Whatsapp. Solo dopo aver fatto quest’operazione si potrà richiedere il buono che non verrà mai erogato e non senza aver lasciato prima la propria mail. Nella migliore delle ipotesi quest’ultima può essere sommersa di messaggi spam ma anche di virus, malware (software dannoso usato per danneggiare il computer, rubare informazioni sensibili, accedere a sistemi informatici privati etc.) o tentativi di pishing (truffa attuata tramite internet per rubare informazioni sensibili dell’utente).

La smentita dell’Ikea. Sul sito dell’azienda svedese è comparso un comunicato importante che segnala “la totale estraneità (dell’Ikea ndr.) riguardo all’invio di e-mail o di messaggi tramite sistemi WhatsApp Messenger o Facebook Messenger aventi per oggetto “Buono spesa IKEA da 150 Euro”, “Buono spesa IKEA da 900 Euro”, “Buono IKEA da euro 500”, “Voucher 75€ per anniversario IKEA 75 anni”” (Fonte: www.ikea.com).

La grammatica il punto debole del messaggio bufala. Questi messaggi possono essere smascherati grazie all’evidente italiano sgrammaticato con cui vengono concepiti: un verbo essere che diventa congiunzione, un verbo avere che salta e così via dicendo. È meglio diffidare di messaggi provenienti da mittenti a noi sconosciuti e verificare come sono stati scritti, se vi sono errori di qualsiasi tipo e infine, se si è sicuri di aver ricevuto un messaggio-bufala spostarlo direttamente nel cestino.

(Foto: La Martesana)

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