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Cassazione: “Saluto romano non è reato se ha intento non violento”

Emanuele Calderone - 21 febbraio 2018
Emanuele Calderone
21 febbraio 2018
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saluto fascista non è un reato

Qualche tempo fa, durante una manifestazione a Milano del partito politico guidato da Giorgia Meloni, Fratelli D’Italia, due persone vennero fermate per aver esibito il saluto fascista. I due soggetti in questione, dopo la “chiamata del presente” non si erano fatti alcun problema ad alzare il braccio destro, esattamente come avveniva ai tempi del regime.

I due erano stati denunciati, ma la Cassazione ha deciso di proscioglierli poiché, secondo i giudici, il saluto romano non è reato se ha intento non violento e commemorativo”. Non solo, stando a quanto emerso, la legge non può punire “tutte le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, ma solo quelle che possono determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste” o i gesti che, in un modo o nell’altro, cerchino di raccogliere adesioni e consensi al fascismo.

I giudici di Milano hanno ritenuto che negli intenti dei due soggetti in questione non vi fosse alcuna volontà di “restaurare” il partito fascista ma si è trattato, più che altro, di un gesto di natura commemorativa.

Al fine di rafforzare la propria scelta, i giudici hanno anche ricordato che il reato previsto dalla legge Scerva “è reato in pericolo concreto, che non sanziona le manifestazioni del pensiero e dell’ideologia fascista in sé, attesa le libertà garantite dall’articolo 21 della Costituzione, ma soltanto ove le stesse possano determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste, in relazione al momento ed all’ambiente in cui sono compiute, attentando concretamente alla tenuta dell’ordine democratico e dei valori ad esso sottesi”.

Insomma, da oggi in Italia si può tornare a fare il saluto fascista ma solo se a scopo commemorativo e non restaurativo. La scelta pare un po’ fuori luogo, viste anche le tante azioni di violenza contro tante minoranze che sono accadute nel nostro Paese, ma d’altra parte i giudici non hanno fatto altro che applicare con precisione quanto scritto nella Legge.

[fonti articolo: ansa.it, ilfattoquotidiano.it, corriere.it]

[foto: corriere.it]

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