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Come aiutare i bambini nel loro apprendimento scolastico

LaRedazione - 23 febbraio 2019
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aiuto apprendimento scolastico

Tra i numerosi compiti che ricadono nella loro responsabilità, i genitori hanno certamente quello di fare in modo che i figli “vadano bene a scuola”. Naturalmente, appare evidente a tutte le mamme e a tutti i papà come tale responsabilità generi particolare ansia, tanto da replicarsi sulla serenità familiare e sulla propria autostima.

Aiuto apprendimento scolastico

D’altronde, la “battaglia” per far fare i compiti ai bambini diventa in realtà una battaglia per il controllo che i genitori dovrebbero avere sul destino della propria prole. Si giunge, in tal modo, allo scontro: i figli iniziano a lottare per avere più controllo sulle scelte della propria vita, mentre i genitori sentono che il lavoro come genitore, inteso come avere il “controllo delle cose”, diventa sempre più difficile. Un contrasto che può trasformarsi in una “guerra”, con esiti spesso negativi per entrambe le parti. Ma come fare, allora?

Come ci ricorda Superprof, uno dei portali leader internazionali nel settore delle lezioni private, è fondamentale che i genitori aiutino i loro figli a migliorare il proprio comportamento, evitando di ponderare con troppa gravità l’atteggiamento dei bambini, quanto puntando su quello che stanno effettivamente facendo e sui risultati che stanno conseguendo.

In tal senso, i primi segnali di “allarme” su una formazione che non si sta dirigendo verso gli obiettivi desiderati si hanno con qualche approccio non coerente dei bambini. In sintesi, i figli potrebbero dimenticare di fare i compiti a casa, potrebbero fare i compiti a casa ma non consegnarli agli insegnanti, potrebbero farli con sciatteria o negligenza, o ancora potrebbero non studiare adeguatamente per gli esami o per i compiti in classe.

Evitare di entrare in conflitto

Quando questi segnali cominciano ad apparire, i genitori sentono di perdere il controllo della situazione, e reagiscono di norma con punizioni, minacce, litigate e così via. Purtroppo, il più dei danni è in questo caso già compiuto: la reattività dei genitori aumenta con l’aumentare dell’ansia, alimentando così un circolo poco virtuoso che finisce con il peggiorare una situazione già di per sé piuttosto nociva per il benessere di entrambe le parti.

Ma cosa si può fare, allora? In primo luogo, i genitori possono certamente porre dei limiti e… porsi dei limiti, richiedendosi lo sforzo di rispettare le scelte individuali dei figli, e aiutandoli a motivare se stessi.

Un primo suggerimento che gli esperti sono soliti condividere con i genitori, è quello di evitare troppi contrasti. Lasciate che i compiti a casa rimangano al loro posto, ovvero in quel limbo che sussiste tra l’insegnante e lo studente. Rimanete concentrati su altri aspetti della vostra vita, evitando di essere troppo presenti con i controlli sui compiti da fare casa. Spesso questa situazione genera dei benefici nella psicologia dei figli, dando loro la reale impressione che abbiano più libertà e, di contro, anche più responsabilità.

Contare fino a 10

I bambini sono probabilmente più istintivi di voi, e reagiranno negativamente a sgridate e sfuriate eccessive. Dunque, se vi sentite frustrati o insoddisfatti per come stanno andando gli obblighi formativi dei vostri figli, prendetevi una pausa dall’aiutare i vostri bimbi con i compiti. Spesso è sufficiente prendersi solo cinque o dieci minuti di tempo, utili per calmarsi e lasciare che il proprio bollente spirito si raffreddi, e che quello del bambino faccia lo stesso.

Creare uno schema per i compiti a casa

Impostate limiti per l’orario di svolgimento dei compiti a casa, creando delle abitudini condivise con i vostri figli. Per esempio, potete impostare una prassi tale per cui i compiti a casa vengano fatti alla stessa ora ogni pomeriggio, oppure che si svolgano esclusivamente in un’area della vostra casa come il soggiorno. Se i voti non migliorano, potete provare a ridurre il tempo dedicato ad altre attività: per quanto invece concerne il fine settimana, evitate – tranne qualche eccezione – che vostro figlio inizi a svolgere le proprie attività di divertimento fino a quando i compiti non sono finiti.

Lascare che lo studente faccia le sue scelte

Entro i parametri che avete impostato e condiviso sui compiti scolastici, il figlio dovrà essere lasciato libero di fare le proprie scelte. Insomma, per quanto possa essere difficile, cercate di tirarvi un po’ indietro come genitore, altrimenti non lo aiuterete mai ad affrontare le proprie responsabilità. Se pretendete di avere troppo controllo sulla situazione, tutto ciò vi si ritorcerà contro, alimentando la già accennata lotta per il potere.

Per quanto – ribadiamo – possa essere difficile, cercate di alimentare e sostenere le conseguenze naturali quando si tratta di compiti scolastici. All’interno della struttura che avete creato, vostro figlio dovrà fare delle scelte. Potrà ad esempio scegliere se fare o meno i compiti a casa, e potrà farlo ben consapevole delle conseguenze naturali che dovranno essere chiarite lui. Cercate anche di far lui delle periodiche domande, come ad esempio: “Sei soddisfatto di come vanno le cose?”, o “Cosa vuoi fare per migliorare i tuoi voti? “ oppure “Come posso esserti d’aiuto?”.

Fate sempre attenzione a non essere irritabili o “giudicanti”, ma ponete la domanda con onestà, senza mostrare delusione.

Chiedere un aiuto a un esperto

Chiudiamo infine con un consiglio: se ritenete che possa essere d’aiuto, provate a domandare l’intervento di un esperto, un insegnante che possa magari accompagnare il giovane studente nello svolgimento di ripetizioni e di lezioni private che possano recuperare eventuali deficit formativi accumulati.

In questo modo il figlio potrà anche sperimentare dei metodi di studio alternativi che, al di là dell’effettiva opportunità di recupero del gap formativo che si è creato in una o più materie, potrà essere utile in tantissime altre occasioni, alimentando la sua autostima e la sua capacità di fronteggiare anche le nuove sfide formative del futuro.

Per poter individuare un professionista delle lezioni private che possa essere il più opportuno per le esigenze di formazione di vostro figlio, il nostro suggerimento è quello di iniziare la ricerca attraverso portali specializzati come quello di Superprof e, di conseguenza, andare a comprendere quali siano – per competenze, esperienze e specialità – le migliori chance per dare a vostro figlio una maggiore motivazione allo studio.

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