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Con il Decreto Dignità il Governo si schiera contro il gioco d’azzardo in Italia

LaRedazione - 13 agosto 2018
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13 agosto 2018
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Decreto Dignità

Il Decreto Dignità è diventato legge, dopo la consultazione alla Camera dei Deputati è passato anche al Senato, con 155 voti favorevoli e 125 contrari. Questo di fatto apre un nuovo percorso e un ciclo in materia del gioco d’azzardo. Basta sentire le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, per farsi un’idea di cosa sia successo: “Con il divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo abbiamo toccato gli interessi delle lobby. Non ci siamo fatti intimidire e siamo andati avanti compatti. Non potevamo più permettere che i cittadini venissero incentivati all’azzardo, un vizio che sempre più spesso degenera…”. Una dichiarazione certamente forte e autorevole, quella rilasciata all’Avvenire che si può facilmente reperire sulle maggiori testate online. Che cosa significa di fatto questo Decreto per un settore industriale come quello del gambling in Italia? Si tratta di un segnale piuttosto evidente di come l’attuale Governo sia alla ricerca di altri stimoli per risollevare le sorti dell’economia nazionale. Senza farsi prendere dall’isteria, ed evitando di assecondare fonti non ufficiali, il Sistema Italia propenderebbe verso una nuova visione economica e industriale, che però dovrà fare i conti con il trend attuale economico e finanziario. Fino al 2018 il settore del gioco d’azzardo aveva prodotto in termini di entrate erariali qualcosa come 36,4 miliardi di euro, raccolti nel giro di 4 anni. Non essendo esperti del settore, con l’articolo 9 del Decreto hanno di fatto chiuso le porte al segmento che aveva creato meno danni in termini di ludopatia, quello del gioco online.

Secondo i dati del Senato della Repubblica italiana, sarà proprio il segmento online ad avere maggiori problemi causati dallo stop della pubblicità per il gioco. Sono partite repentinamente delle obiezioni, da parte di chi gestisce i siti di gioco, facendo notare come i giochi di abilità quali ad esempio le scommesse sportive o il poker non dovrebbero rientrare nel divieto trattandosi di giochi di abilità, che per definizione non fanno parte dell’azzardo. Tuttavia commentando le dichiarazioni di Luigi Di Maio appare chiaro come questo del Decreto, sia un segnale forte e univoco di tipo politico, per far capire come la continuità con i governi precedenti sia stata interrotta in modo drastico. Si tratta di un percorso ideologico e politico, che sul tema del gioco d’azzardo parte con buone premesse, ma generalizza e crea di fatto un nuovo ostacolo potenzialmente dannoso per il gioco legale, che potrebbe favorire quello non controllato dallo Stato e quindi illegale e non trasparente. Il circuito del gioco si è subito compattato e ha lanciato segnali univoci, affermando che la cosa verrà ampiamente discussa e analizzata, visto che il Decreto verrà attuato nella maggior parte dei casi a partire dal primo gennaio 2019.  Impossibile non notare poi come alcune attrattive di gioco, quali ad esempio le slot machine di tipo fisico oppure online come Starburst siano state indicate come il bersaglio principale contro cui schierarsi in termini di legge. La realtà delle sale slot e VLT in Italia rappresenta una porzione consistente del gioco sia in termini di spesa che di vincita, come affermato anche dai dati relativi al biennio 2016-2017.

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