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Cosa è il Blue whale?

Michela Chiuchiolo - 26 dicembre 2018
26 dicembre 2018
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Che cos'è il Blue Whale

Il blue whale è un letale “gioco” autolesionistico nato in Russia tra gli adolescenti. Ecco cos’è, come funziona e i consigli della Polizia Postale per evitare che i propri figli possano parteciparvi.

Cosa è il Blue whale?

A diffondere la notizia dell’esistenza del Blue whale (in italiano “balenottera azzurra”) è stato un servizio trasmesso dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. È un terribile “gioco” autolesionistico che consiste nel compiere un rituale fatto di 50 passi con l’obiettivo di indurre le persone che vi partecipano al suicidio. Ecco perché si chiama Blue whale, perché richiama la consuetudine dei cetacei di spiaggiarsi quando stanno per morire.

Blue whale e giovani: ecco come funziona il gioco

Un soggetto, denominato curatore, attraverso i social indica le prove da compiere ai malcapitati di turno finiti in questa terribile rete. Condizione indispensabile per prendere parte a queste prove è tenere allo scuro di tutto i genitori.

I partecipanti devono adempiere a 50 precetti di natura autolesionistica, uno al giorno, fino all’ultimo precetto che può rappresentare il suicidio di chi accetta la sfida. Il 50esimo precetto, infatti, consiste nella più aberrante delle sfide: saltare da un edificio alto. I partecipanti devono poi dimostrare al curatore attraverso foto, video e altre testimonianze di aver eseguito le regole.

Blue whale: come uscirne, i consigli della Polizia postale

È una sfida quella del Blue whale dalla quale è difficile uscire perché chi cade vittima di questo orribile “gioco” viene costantemente minacciato. La Polizia Postale ha pubblicato su Internet informazioni importanti per capire e soprattutto evitare che il Blue whale possa coinvolgere i più giovani.

La Polizia raccomanda ai genitori di dialogare con i propri figli e affrontare il tema della sicurezza in rete. Grazie ad un dialogo costante si può comprendere quanto ne sanno i ragazzi di questa difficile materia ed aiutarli ad affrontare al meglio la rete e i social. Per saperne di più www.commissariatodips.it

(Foto: Ravenna24ore)

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