0 Shares 176 Views
00:00:00
22 Sep

Decimo anniversario della strage nella Thyssenkrupp: le parole di Mattarella

La Redazione - 5 dicembre 2017
La Redazione
5 dicembre 2017
176 Views
Decimo anniversario della strage nella Thyssenkrupp

La notte del 5 dicembre 2007 ci fu un terribile incendio nelle acciaierie della Thyssenkrupp, un incidente che causò la morte di sette operai. Ed è proprio in occasione del decimo anniversario di questa disgrazia che Sergio Mattarella ha voluto ricordare, in una nota redatta dall’ufficio della presidenza, i nomi delle vittime.

In una ricorrenza triste come questa il Presidente della Repubblica ha voluto rimarcare l’importanza della sicurezza sul posto del lavoro: sono troppe, infatti, le morti bianche che, ogni anno, occupano i titoli dei giornali di cronaca. Per questo Mattarella ha invitato le istituzioni e il governo a predisporre norme di sicurezza più moderne per tutelare i diritti degli operai.

Mattarella nel suo intervento ha parlato degli enormi passi avanti fatti per prevenire gli incidenti sul lavoro e di tutte le misure adottate per aiutare i lavoratori infortunati. “Ma la strada è davvero ancora lunga”, ha spiegato il Presidente, annunciando il suo impegno in prima persona nei confronti di questa importante tematica.

L’incidente nelle acciaierie torinesi della Thyssenkrupp causò la morte di molti padri di famiglia, uomini onesti, lavoratori infaticabili, che hanno lasciato vedove le loro mogli e orfani i loro figli. Ed è a loro che va un ulteriore appello di Mattarella, affinché lo Stato non li dimentichi e fornisca loro tutta la solidarietà possibile.

In occasione di questa triste commemorazione è tornato a parlare pure Antonio Boccuzzi, che di quella notte fu l’unico sopravvissuto all’incendio. “Il ricordo mi tiene legato alle persone che ora non ci sono più” ha rivelato l’operaio a “Vanity Fair”, ricordando i colleghi, ma, soprattutto, rimarcando l’importanza di non abbandonare le loro famiglie.

Nell’intervista Boccuzzi rievoca tutti i momenti vissuti durante l’incendio, le pareti annerite e i vetri rotti. E la paura, lo sgomento di non farcela, di perdere la vita e non rivedere i suoi cari. Fu grazie a un carrello elevatore che le fiamme non lo raggiunsero totalmente, limitandosi solo a scottature di secondo grado che causarono il suo ricovero in ospedale e, per fortuna, non la morte.

Boccuzzi ha spiegato che l’incidente alla Thyssenkrupp è qualcosa che non dovrà mai più succedere, ma i dati sulle morti bianche sono allarmanti: nel 2016, infatti, sono 1018 le vittime sul lavoro. Un numero impressionante e che può ancora crescere se il Governo non si impegnerà in modo concreto a predisporre fabbriche, cantieri e acciaierie delle più moderne norme di sicurezza.

Infine, in merito alla responsabilità dell’azienda, Boccuzzi ha rivelato che i vertici tedeschi coinvolti nell’incidente non hanno pagato il loro conto con la legge. Nonostante nel processo sia stata dimostrata la negligenza degli impianti nella struttura lavorativa, l’amministratore delegato della Thyssen e i suoi collaboratori, pur ritenuti colpevoli di omicidio colposo, vivono liberi in Germania. La strada per ottenere una piena giustizia è dunque ancora lunga.

[Foto: www.ansa.it]

Loading...

Vi consigliamo anche