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Decreto Fiscale finale, testo definitivo

Alessandro Crupi - 30 ottobre 2018
Alessandro Crupi
30 ottobre 2018
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Decreto-Fiscale

Il testo del Decreto Fiscale 2019, ovvero il famoso “collegato” alla Legge di Bilancio, è ormai definitivo.

Decreto Fiscale e Pace Fiscale al vaglio del Parlamento

Il Decreto Fiscale è stato, infatti, firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella ed è già in vigore dallo scorso 24 ottobre dopo essere stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Adesso, come ultimo passaggio, resta la conversione in legge da parte di Camera e Senato, in quanto si tratta di un vero e proprio Decreto Legge. Accompagna la Legge di Bilancio e la dota di tutte le norme che riguardano la materia fiscale, tra cui soprattutto la discussa pace fiscale e non solo.

Partendo dal punto principale, la prima novità importante è la tassazione del 20% sui redditi mai dichiarati, a patto però che sia stata presentata la dichiarazione dei redditi negli ultimi anni, che le somme soggette a sanatoria non oltrepassino di un terzo il reddito imponibile e che ammontino al massimo a 100mila euro.

La domanda per poter beneficiare di questa misura dev’essere presentata tra aprile e maggio 2019.

Nel Decreto Fiscale anche la cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali

Nell’ambito dello stesso provvedimento, il Decreto Fiscale prevede la cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali emesse dal 2000 al 2010 sotto i mille euro, il diritto a pagare il 50% al vincitore in primo grado sulle liti pendenti e il 20 per la parte che ha avuto ragione in appello.

Altre novità significative del Decreto Fiscale 2019 sono la semplificazione del processo tributario con la notifica dei verbali di constatazione versando soltanto le imposte senza sanzioni e interessi, così come è stato stabilito per gli atti del procedimento di accertamento.

Si aggiungono, infine, al tema fiscale in chiave 2019 del Decreto modifiche relativamente alle comunicazioni fiscali delle imprese e altre norme in ambito finanziario, tra cui la cassa integrazione per la riorganizzazione e la crisi aziendale.

Ovviamente tutti questi punti del “collegato” potranno subìre modifiche una volta che il testo approderà nei due rami del Parlamento.

[Foto: www.ilsole24ore.com]

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