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Dichiarazione integrativa speciale: cosa è?

dgmag - 7 novembre 2018
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7 novembre 2018
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Dichiarazione Integrativa Speciale cosa è

La dichiarazione integrativa speciale è stata inserita nell’ultima Legge di Bilancio. Rappresenta uno strumento per correggere gli errori nella propria dichiarazione dei redditi. Consente di reimpostare la propria dichiarazione dei redditi qualora ci fossero state delle omissioni o errori particolarmente rivelanti.

Cosa è la dichiarazione integrativa speciale?

Nel caso di un 730, chi ha presentato la vecchia dichiarazione dei redditi, con la dichiarazione integrativa speciale può riformulare un nuovo testo. All’interno si potranno segnalare quegli errori che possono andare a favore o a sfavore del contribuente.

Senza dubbio, una delle novità riguarda la possibilità di usufruire di un’aliquota del 20% sui maggiori imponibili emersi (ossia l’importo di tasse da pagare). Per quanto riguardo cifre che arrivano a centomila euro, per fare un esempio, il contribuente può sanare il debito senza superare il 30% di quanto dichiarato in precedenza.

Con questo nuovo decreto si possono regolare le imposte sui redditi IRPEF, quelle sulle ritenute e sui contributi previdenziali, e tutto quanto concerne l’IVA. Con la dichiarazione integrativa speciale, inoltre, il contribuente ha la possibilità di regolare la sua situazione fiscale in maniera più favorevole e andando incontro alle sue possibilità economiche.

Un altro aspetto molto controverso, e di cui l’attuale Governo deve fare ancora chiarezza, riguarda il condono fiscale. La dichiarazione integrativa speciale consente ai contribuenti di inviare un nuovo testo all’Agenzia delle Entrate. Permetterà di analizzare i periodi di imposte non pagate previsti nei termini di accertamento.

La pace fiscale

La cosiddetta “pace fiscale” potrà consentire al cittadino di pagare il proprio debito in due modi. O in n’unica soluzione, da presentare entro il 31 luglio del 2019, o in dieci rate semestrali partendo dal 30 settembre dello stesso anno.

Per chi non rispetta le scadenze, sono previste delle sanzioni pari al 30% della somma complessiva non versata. Inoltre, in materia di riscossione, sono previsti degli interessi di tipo legale. Per quanto riguarda la sanzione, essa potrà essere dimezzata del 50% qualora il contribuente si impegna a versare l’importo da pagare entro trenta giorni dalla scadenza.

Ci sono anche dei casi dove la dichiarazione integrativa speciale non può essere compilata. Per esempio, se i patrimoni e le attività di tipo finanziario hanno sede all’Estero, se il contribuente è oggetto di procedimenti penali, ma anche accertamenti di tipo amministrativo. Oppure se non ha presentato una dichiarazione fiscale su almeno uno degli anni di imposte da regolarizzare.

Infine, dai primi commenti in merito da parte degli esperti, sembra che la dichiarazione integrativa speciale si debba perfezionare dal punto di vista del testo normativo. Questo per renderlo pratico e funzionale per il cittadino.

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