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21 Sep

Erede della multinazionale Samsung, condannato a 5 anni di reclusione in Corea del Sud

La Redazione - 25 agosto 2017
La Redazione
25 agosto 2017
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Erede Samsung condannato

Lee Jae-yong è stato condannato a 5 anni di reclusione per i reati di corruzione, appropriazione indebita, falsa testimonianza e altri reati minori. La procura di Seul dove è stata condotta l’indagine, aveva chiesto 12 anni per il manager della multinazionale nota in tutta il mondo.
Lee era stato arrestato nel febbraio scorso per lo scandalo che ha portato all’arresto di Park Geun-hye, ex presidente della Repubblica.

Fin dall’inizio ha sempre negato di aver chiesto favori politici ma non è stato troppo convincente per i giudici della Corte centrale distrettuale di Seul che avevano in mano prove schiaccianti. Secondo le accuse Lee avrebbe versato 43,3 miliardi di won, che corrispondono a circa 38 milioni di euro, alla confidente dell’ex presidente della repubblica, Choi Soon-sil, per ottenere maggiore controllo sul comando del gruppo. Di questo denaro 20 miliardi di won sarebbero finiti in società di dubbia legalità che sono state ricondotte alla Choi.
Lee ha controbattuto che si trattava solo di donazioni che sono state fatte a sua insaputa e senza chiedere nulla in cambio.
Prontamente è arrivata la risposta dei legali che hanno stabilito come strategia difensiva quella di appellarsi contro la sentenza.

Si tratta di un momento molto delicato per la casa produttrice di smartphone mondiale che vede l’incertezza ai suoi vertici. Infatti prima della condanna di Lee vi era stata quella del padre per avere gestito fondi illeciti, con la reclusione a due anni e successivamente l’abbandono dell’azienda per la sopravvenuta incapacità operare nel settore dopo l’attacco di cuore avuto tre anni fa.
Da febbraio in poi ha atteso la sentenza dal carcere dove ha sempre negato di essersi rivolto alla politica per favori personali.

Si tratta di una sentenza storica per la giurisprudenza della Corea del sud che mai si era esposta così tanto con una condanna che rientra pienamente in ciò che il neo presidente Moon Jae-in ha promesso durante la campagna elettorale, cioè non devono esserci sconti di pena per coloro che vengono condannati per reati economici.
In attesa del verdetto del ricorso Lee Jae-yong passerà i giorni in carcere.

Oltre a Lee sono stati accusati formalmente altri quattro dirigenti del gruppo Samsung Electronics e l’azienda ha già annunciato che ci saranno forme migliori di trasparenza soprattutto sull’operato dei vertici per evitare che situazioni simili possano ripresentarsi in futuro creando anche un serio danno all’immagine del gruppo.

[Foto: tgcom24.mediaset.it]

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