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Fintech, la rivoluzione digitale della nuova finanza

LaRedazione - 20 dicembre 2018
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Il mondo di Fintech

L’uso (e abuso) di termini inglesi non inganni, la rivoluzione digitale della Fintech (pardon, Tecnofinanza) ci riguarda direttamente, a partire dal livello minimo del quotidiano. Effettuare un pagamento online, servirsi di un’app per gestire i propri risparmi, rivolgersi a software per pianificare investimenti. Tutto questo, e molto altro, si traduce con Fintech, l’avanguardia del mondo tecnologico ed economico. Restarne fuori, ormai, è impossibile.

Il mondo di Fintech

Per una volta, sostenere che all’interno di un insieme è possibile trovarvi di tutto non è mera retorica. Il mondo della Fintech include qualsiasi aspetto della finanza, dalla piccola transazione al grande investimento. Nata e pensata per le Start-Up, ormai la Tecnofinanza è diventata irrinunciabile anche per i grossi istituti di credito, che l’hanno fatta propria e rimodulata secondo le esigenze dei propri clienti, per rimanere al passo con i tempi. Il meccanismo è relativamente facile da comprendere, ma molto complesso da mettere in atto. Fondata sul sistema della catena di blocchi (in inglese “Blockchain”), la realtà della Fintech garantisce rapidità e sicurezza pari ai sistemi tradizionali di scambio di denaro. Per convincere anche i più scettici, o semplicemente i più vintage.

L’idea alla base della Fintech, così come delle strutture a blocchi, era guardare ad un altro modo di fare economia. Una vera e propria rivoluzione, paragonabile alla Riforma protestante per l’intento: fuori gli intermediari, rapporto immediato tra soggetti e tra soggetti e oggetti. Alla fine, la rivoluzione è stata in qualche modo anestetizzata, nel momento in cui banche e multinazionali varie hanno capito che il giocattolo rischiava di sfuggire di mano, entrando così a gamba tesa nel mondo Fintech. È ad esempio il caso delle imprese assicurative, sottoposte ad una crescente competizione delle start-up che si servono della Insurtech, la branca della Fintech relativa alle assicurazioni. Non tutte le persone hanno dimestichezza con questo nuovo modo di affrontare la finanza, benché, come detto, in tanti anche inconsapevolmente se ne servono. Il futuro guarda forse in direzione di un modello ibrido, che all’efficacia degli algoritmi informatici (si pensi ai Robo-Advisor) unisca la capacità umana di comprendere le necessità del cliente.

Gli effetti della Fintech

Per comprendere gli effetti della Fintech sul mondo di oggi, possiamo guardare al caso della Revolut, una start-up Fintech londinese divenuta una banca a tutti gli effetti. Nata nel 2015 come fornitrice di una carta prepagata senza commissioni per i viaggi all’estero, da adesso potrà consentire ai propri clienti di aprire un conto corrente vero e proprio. Il tutto grazie all’autorizzazione concessa dalla Banca di Lituania, che dà a Revolut la possibilità di agire su tutto il territorio europeo. In Italia, sono soprattutto i servizi di pagamento e le polizze smart a spingere in avanti la Fintech. Lo scorso anno, il 16% della popolazione di età compresa tra i 18 e i 74 anni si servono di servizi Fintech; quest’anno, il dato registrato è del 25%. In Germania, invece, è nato quello che è stato definito “l’Airbnb dell’energia”; su una piattaforma peer-to-peer, circa 240 famiglie acquistano energia verde da un produttore che vive sulle rive dell’Elba. Un modo per saltare a piè pari i fornitori classici. A fiutare l’affare, naturalmente, è stato un colosso dell’energia verde, Lichtblick, che gestisce la piattaforma tramite un suo spinoff, Enyway. Come detto, i grandi non si sono fatti trovare impreparati.

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