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Il governo spagnolo diminuisce le imposte per il gioco online

LaRedazione - 24 agosto 2018
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24 agosto 2018
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gioco online

Contrariamente a quanto sta accadendo in Italia, in seguito all’approvazione delle normative sul gioco contenute nel Dl Dignità, la Spagna ha deciso di diminuire le imposte per gli operatori di gioco online con l’obiettivo di dare nuova linfa al settore.

Accanto alla riforma del mercato del lavoro riguardante la pubblica amministrazione e al ritocco delle pensioni, il governo spagnolo ha deciso uno sgravio della tassazione imposta agli operatori del gioco online per stimolare il settore, al fine di proseguire nel lavoro di emersione delle economie sommerse, contrastando così l’evasione fiscale, e di aumentare l’occupazione.

Meno tasse per lo sviluppo del settore

Nelle scorse settimane è stata approvata la Legge di bilancio generale 2018, disposta dal Ministro delle Finanze, Maria Jesus Montero, ed altre misure riferite all’aumento della remunerazione nel settore pubblico (salita dell’1,75%) e del tasso di sostituzione per le Pubbliche Amministrazioni (ora al 100%), all’incremento delle pensioni (tra lo 0,25 e il 3%), alla definizione di un nuovo orario lavorativo nel pubblico impiego e alla riduzione dell’Ive sui biglietti del cinema, cui si aggiunge la riduzione delle imposte per gli operatori del gioco online autorizzati sul mercato locale. La tassa sulle attività di gioco passa così dal 25 al ​​20% su tutto il territorio nazionale (fanno eccezione Ceuta e Melilla, dove il tributo è addirittura del 10%). La misura si applica alle operazioni di gioco online in Spagna (bingo o il poker) e alle scommesse sportive online.

Secondo i membri del governo spagnolo la misura è destinata a “ottenere una maggiore attrazione degli operatori di gioco per svolgere le loro attività nel quadro legale, evitando le azioni illegali che si verificano ancora in questo settore“, soprattutto perché per le aziende non basterà avere la sede in Spagna, ma dovranno essere incorporate a pieno nelle città autonome. Le aziende internazionali saranno così incentivate a stabilizzarsi nella Penisola iberica.

Una situazione opposta a quella italiana

Una situazione opposta a quella italiana che attraverso il divieto di pubblicità e la conseguente eliminazione dei finanziamenti alla cultura e allo sport da parte delle società di gioco, rema in direzione opposta rispetto agli altri paesi anche a livello mondiale. Basta pensare a quelli che hanno proceduto alla regolamentazione di settori del gaming non ancora autorizzati favorendo i finanziamenti da parte delle aziende del settore ai settori dello sport e della cultura, o agli Stati Uniti dove è stato superato un divieto storico come quello delle scommesse.

Una delle principali preoccupazioni degli analisti e delle associazioni di settore”, si legge sul sito Slot Gratis Online, “sono i tagli che potrebbero applicare le aziende nei prossimi mesi. Attualmente le imprese che operano nel settore dei Giochi sono circa 6.600 con ben oltre 100.000 occupati, di cui il 20% della filiera diretta e l’80% della filiera indiretta (punti vendita, tabaccherie, bar, autogrill, edicole)”. In tale contesto c’è da aspettarsi una “delocalizzazione” delle imprese di gioco internazionali, che sicuramente decideranno di spostare i propri budget su altri mercati, come d’altronde sta già accadendo.

E la Spagna ha colto il momento giusto per giocare le proprie carte, non solo nello sport, ma anche nel business, anche se il governo aveva già deciso di adottare la misura fiscale prima che il nostro esecutivo decidesse di intervenire sul settore in maniera così drastica.

Il Partito Popolare spagnolo ha inoltre presentato una proposta per stabilire una piccola tassa sul reddito ricevuto dal gioco con l’obiettivo di finanziare trattamenti per le persone che soffrono di gioco d’azzardo patologico e per prevenire la dipendenza. Decisioni pensate per regolamentare appieno il settore e gestire ogni fenomeno, invece che proibire.

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